Gli archivisti hanno appena concluso una loro manifestazione di protesta «... E poi non rimase più nessuno», il titolo significativo scelto per lanciare l'allarme sul silenzio nel quale si consuma l'ennesimo sacrificio di una professione intellettuale scarsamente nota ma di vitale importanza. Le biblioteche, in Italia, vivono una stagione deprimente: alla Nazionale di Roma, emblema dello stato di crisi dei finanziamenti alla cultura, si è svolta un'altra manifestazione di protesta. Il suo bilancio è infinitesimale se paragonato alle omologhe istituzioni europee. Arrivano diverse segnalazioni di librai in difficoltà. La Bibli di Roma protesta per il mancato rispetto degli accordi da parte del comune: i117 (ore 11, in via San Francesco di Sales, davanti ai locali promessi). E in Sardegna la libreria Odradek di Sassari proverà ad essere salvata dagli scrittori che leggeranno in teatro loro brani (il 28 ottobre al Conservatorio): l'ingresso prevede un biglietto simbolico di 5 euro il cui ricavato verrà devoluto solidalmente alla libreria. Notizie a malapena raccolte dai giornali - l'impressione è sempre più forte - mal tollerate dall'opinione pubblica, come se in realtà riguardassero che gli interessati. Il rischio per librai, bibliotecari e archivisti forse non è più quello di non farsi sentire, ma di annegare nell'indifferenza. Il danno è per tutti e la questione, il nocciolo duro, forse non sono i soldi. È la nostra idea di cultura, di convivenza civile.