UN PATRIMONIO di 72 immobili, 26 dei quali dentro Boboli, di proprietà dello Stato e affidato alla Sovrintendenza ai beni architettonici. Fra questi case in contesti mozzafiato affittate a canoni, come dire, un po' troppo «equi»: cifre oscillanti i 230 e i 280 euro al mese per appartamenti che vanno dagli 80 ai 106 metri quadri assegnati a sovrintendenti e direttori generali dei beni culturali e paesaggistici della Toscana oggi in pensione o trasferiti ad altro incarico. Ma non solo: in quel patrimonio ci sarebbero anche abitazioni tenute sfitte e altre di grandi dimensioni locate a pensionati o ai loro eredi in base a criteri non di mercato. L'ispezione avvenuta nel 2010 avrebbe avuto come unico effetto noto la richiesta di aumentare il canone che qualche locatario ha ricevuto: adeguamenti del 2-3 per cento che non cambiano la sostanza. Eppure oggetto dell'analisi erano stati proprio gli affitti. Quindi anche i 358 euro che l'ex soprintendente Mario Lolli Ghetti paga per 100 metri quadri, i 242 che Domenico Valentino sborsa per 90 metri quadri; i 223 di Paola Grifoni erogati per 80 metri quadri e i 231 versati da Fulvia Lo Schiavo per un'abitazione delle stesse dimensioni. Le cifre includono, per il contesto in cui si trovano, alcuni benefit come posto auto e vigilanza, ma anche la mancata registrazione del contratto e quindi il risparmio su imposte. Era il giugno 2010 quando gli ispettori del Mibac sono venuti a Firenze per un'indagine su 10 istituti culturali. Quali conclusioni hanno tratto nella relazione? Pur dichiarando «apprezzabile l'intenzione della Sovrintendenza di agevolare l'assegnazione delle abitazioni a personale dell'amministrazione per evitare la loro immissione sul libero mercato, che comporterebbe l'ingresso di estranei in compendi museali», si sottolinea la necessità di eliminare l'«oggettiva sperequazione» esistente con la gestione degli immobili affidati ad altri enti. Ad accrescere il problema delle permanenza di alcuni ex sovrintendenti e dirigenti nelle antiche stanze è ora subentrato l'articolo 4 della legge di stabilizzazione finanziaria dello scorso luglio che esclude dall'utilizzo di immobili pubblici i titolari di uffici decaduto dalla carica, laddove invece il regolamento di gestione del canone di concessione, approvato nel 2005 dalla Soprintendenza, prevede il diritto degli inquilini a restare anche dopo il pensionamento. Questione aperta, con un punto fermo: fra legge e regolamento di solito prevale la prima.
Firenze. Affittopoli in Soprintendenza: dopo l'ispezione del ministero solo mini-aumenti
La Sovrintendenza ai beni architettonici della Toscana gestisce un patrimonio di 72 immobili, 26 dei quali sono all'interno del complesso di Boboli. Questi immobili sono stati affidati allo Stato e sono stati assegnati a sovrintendenti e dirigenti in pensione o trasferiti ad altri incarichi. I canoni degli affitti sono stati aumentati del 2-3% nel 2010, ma questo non ha cambiato la sostanza della situazione. Alcuni locatari hanno ricevuto aumenti di canone, mentre altri hanno ricevuto cifre più basse.
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