Su www.nuovavenezia.it tante adesioni di gente comune e di intellettuali Martedì la riunione della Commissione Cultura del Senato sulla scelta di Galan Crescono di giorno in giorno le adesioni - oltre 550 - all'appello lanciato da la Nuova Venezia per difendere la Biennale di Paolo Baratta, che il ministro ai beni culturali Giancarlo Galan ha deciso di non confermare alla presidenza dell'ente, preferendogli l'imprenditore Giulio Malgara, inventore dell'Auditel, presidente dei pubblicitari italiani e amico di lunga data di Silvio Berlusconi. Una nomina alla quale il governo tenta ora di imprimere un'accelerazione, perlomeno formale: la commissione Cultura del Senato ha messo in calendario la proposta del ministro già per martedì, anche se non si arriverà subito al voto. «E' chiaro quanto il Comune e la città di Venezia siano l'anima e il cuore della Biennale e debbano essere coinvolte nella nomina», commenta il deputato pd Andrea Martella, che ieri ha sottoscritto l'appello, «a questo punto, serve un atto di responsabilità del ministro Galan, perché ritiri la nomina di Malgara e permetta alla città di condividere la scelta». Dopo l'accesa audizione dello stesso ministro in settimana, la commissione Cultura della Camera non ha ancora messo in calendario la nomina, mentre si sta valutando una possibile audizione anche del sindaco Orsoni, che nei giorni scorsi ha giudicato inadeguata la nomina di Malgara, plaudendo alla gestione Baratta. Plauso che è il filo conduttore dei firmatari dell'appello. «Conosco poco Malgara, saprà il fatto suo» commenta Gabriele Zanetto, docente universitario e nel Cda del Parco scientifico Vega, «ma mi ha colpito che, per la prima volta, con Baratta la Biennale abbia funzionato in maniera miracolosa, diventando una presenza in città di grande qualità: la rapidità e l'intelligenza con la quale la Biennale ha saputo riportare parti di Arsenale alla vita mi ha stupito. Cambiare un presidente che ha fatto questo mi lascia stupefatto». «Ho firmato perché indignato dai continui atti di mercantizzazione della cultura e dalla nomina di amici del satrapo nei posti in cui si prende prestigio», incalza l'urbanista Edoardo Salzano, «anche se non è che la Sinistra si sia finora tanto opposta a questa deriva: penso all'operazione ospedale al mare-palazzo cinema Credo però che gli italiani sappiano ragionare, alla fine, che i giovani siano giustamente arrabbiati e che non sia morto lo spirito critico, anche se bisogna che in più ci si sporchi le mani con il coraggio di prendere posizione». «Vedo che il numero firmatari aumenta ed esce dai confini locali con contributi importanti come quello del grande poeta Zanzotto e del regista Marco Tullio Giordana», commenta Roberto Ellero, direttore del settore Cultura del Comune , «se il ministro Galan vuole ascoltare il consiglio appassionato che gli viene rivolto, bene: confidiamo nel buon senso».