A tavola con gli antichi romani: boom di presenze nell'orto di duemila anni fa. Ieri, in occasione della giornata mondiale dell'alimentazione, è stata riaperta al pubblico la «campagna felix» della città sepolta. Un'area di oltre ottocento metri quadrati dove sono raccolte tutte le specie coltivate nella Pompei antica: alberi da frutta, piante medicinali e sacre, ortaggi, piante palustri e tessili. Con accesso da via dell'Abbondanza ed uscita sul Foro triangolare, dotato di un ampio giardino adibito ad area di sosta per i visitatori, l'orto botanico presenta un percorso, già realizzato dalla dottoressa Annamaria Ciarallo, diviso per temi con apparato informativo in italiano e inglese. Il «museo» dei prodotti della terra degli antichi romani, curato dal laboratorio di ricerche applicate della soprintendenza di Napoli e Pompei, diretto dal dottor Ernesto De Carolis, rimarrà accessibile al pubblico fino 30 ottobre 2011. La prima giornata di visita ha fatto registrare il tutto esaurito. Russi, tedeschi, cinesi e americani, sono impazziti per le curiosità culinarie degli abitanti della Pompei del 79 dopo Cristo. La curiosità maggiore che ha destato interesse tra i visitatori è stato il metodo di conservazione dei cibi utilizzato da un popolo che non poteva usufruire della tecnologia. Per gli antichi, uno dei problemi più grandi era, appunto, la conservazione dei cibi: per questo motivo erano molto importanti frutti a guscio duro come le noci, mandorle e nocciole. Presenti nell'orto pompeiano anche alberi di mele, pere cotogne, sorbe e soprattutto fichi e olivi i cui frutti potevano essere essiccati o conservati a lungo. La presenza di questi alberi testimoniano inoltre l'importanza del legno tra gli antichi per gli usi di falegnameria a fini edili e navali. Tra le piante medicinali e aromatiche troviamo nell'orto il basilico, la maggiorana e il timo, ancora oggi riconosciuto come antisettico, così come l'aglio, indicato perla pressione alta e la ruta, dagli effetti abortivi. Nel percorso dell'Orto Botanico non potevano mancare le piante fluviali e palustri, che avevano grande importanza nella vita di ogni giorno: il frassino, con il cui legno molto flessibile si costruivano le doghe dei letti; il salice, usato per intrecciare canestri; il pioppo, ridotto in lamine per i cesti. Per colare la ricotta venivano utilizzati invece i giunchi, con i quali si legavano anche le verdure. Importantissime erano le canne, con le quali si costruivano strumenti musicali, trappole e lance, ma venivano anche imbottiti materassi, costruiti tutori per le viti e pareti divisorie per le case. Tra gli ortaggi, tutti citati dagli agronomi classici, nell'orto si possono trovare tutte le granaglie, ovvero leguminose e cereali (ceci, lenticchie, piselli, fave, cicerchie) che venivano cucinate come zuppa Le piante tessili più comuni erano il lino, la canapa, la ginestra, con le quali venivano realizzati stoffe ma anche cordami, reti, vele, mentre i cascami servivano per gli stoppini delle lucerne. Con le infiorescenze di ontano si tingevano invece le stoffe mentre il cardo dei fulloni era usato per cardare la lana. Infine, sono presenti nell'Orto Botanico anche le piante coronarie sempreverdi a cui Plinio dedicherà il XXI libro della sua opera, che erano usate per intrecciare in corone celebrative, culturali o terapeutiche. Intanto, questa sarà la settimana decisiva per l'inchiesta sui crolli. Il super perito della procura di Torre Annunziata, il professor Nicola Augenti, nei prossimi giorni incontrerà il procuratore capo Diego Marmo per fare un punto sulle fasi della perizia.
Pompei, boom di visitatori nell'antico orto
Ieri, in occasione della giornata mondiale dell'alimentazione, è stata riaperta al pubblico la campagna felix della città sepolta di Pompei. L'orto botanico, di oltre 800 metri quadrati, presenta un percorso diviso per temi con apparato informativo in italiano e inglese. Il museo dei prodotti della terra degli antichi romani è accessibile al pubblico fino al 30 ottobre 2011. La prima giornata di visita ha registrato il tutto esaurito. I visitatori sono stati interessati alle curiosità culinarie degli abitanti di Pompei del 79 d.C., come il metodo di conservazione dei cibi utilizzato dai romani.
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