Quasi settecento firme per Baratta. Per dire «no» alla cacciata di un presidente che ha portato la Biennale ai vertici del consenso internazionale, aprendola contemporaneamente alla città. Prosegue con grande successo l'iniziativa della Nuova rivolta ai lettori e agli utenti del sito web. Con un semplice clic, aprendo il sito Nuovavenezia.it si può aderire all'appello lanciato qualche giorno fa, in vista del dibattito parlamentare sulla nomina del nuovo presidente fissato per questa settimana. Firme illustri (ultima quella del poeta Andrea Zanzotto e poi Cesare De Seta, Amerigo Restucci, Carolin Carlson, Marco Tullio Giordana) e firme sconosciute, di cittadini e professionistiche hanno deciso di dare il loro sostegno al presidente uscente. Paolo Baratta, presidente della Biennale nominato dal ministro Francesco Rutelli - dopo aver consultato l'allora presidente del Veneto Giancarlo Galan - e sostenuto da Massimo Cacciari, ha al suo attivo alcune tra le edizioni più di successo delle Esposizioni. Oltre 400 mila visitatori per le Arti visive 2011, grandi consensi per la qualità della Mostra del Cinema. E soprattutto ha come non mai la Biennale alla città, con mostre collaterali dentro palazzi fino a ieri chiusi e non visitabili. Baratta, come ha ricordato il presidente leghista della Regione Luca Zaia, ha anche aperto la Biennale ai veneti, con iniziative che hanno coinvolto appieno gli abitanti della regione sulle mostre d'arte. Il nuovo ministro Giancarlo Galan ha però deciso senza consultare nessuno di nominare al suo posto Giulio Malgara, 73 anni, già fautore dell'Expo del Duemila (bocciata) e poi presidente dell'Unione pubblicitari e dell'Auditel. «Inadeguato», lo ha subito definito il sindaco Giorgio Orsoni. Critico anche Zaia, che adesso invita ad attendere con prudenza l'esito del voto parlamentare sulla proposta di Galan. Qualche sorpresa, anche dai consiglieri leghisti, potrebbe insomma arrivare. Perché gli enti locali non hanno gradito il blitz e soprattutto un metodo che per la prima volta non ha coinvolto nella scelta gli enti locali, a cominciare dalla Regione e dal Comune che finanzia la Biennale e siede in Consiglio di amministrazione con il vicepresidente, il sindaco. Intanto la raccolta firme continua con successo.