Legambiente desidera esprimere una valutazione sulla vicenda Ikea. Una valutazione che nel complesso non può che essere negativa, non tanto per l'esito finale in sé per sé, ma per come questo esito si è prodotto. Un Comune come Vecchiano ha saputo resistere per anni alle enormi pressioni esercitate dal colosso Ikea e una parte dei poteri economici e politici e sociali, adducendo non pregiudiziali di comodo, ma il forte principio che la programmazione territoriale non si cambia a comando del singolo interesse privato, ma che anzi, quest'ultimo si deve adeguare al principio del bene comune prevalente, e lo spazio c'era (proposta della zona industriale di via Traversagna). Un Comune come Pisa invece, più grande e con maggiore capacità contrattuale, ha confermato la sua visione del governo del territorio come patrimonio in svendita al miglior offerente, pronti a varianti date per approvate prima ancora di essere scritte: e il consiglio comunale? In nome di una pur legittima volontà di accelerare i tempi, il consiglio viene relegato a mero ratificatore di scelte già prese. E la partecipazione dei cittadini? I giorni previsti per le osservazioni, non sono solo "tempi tecnici", ma dovrebbero servire a poter rivedere le proposte, anche in modo sostanziale. In questo caso poi, si arriva addirittura alla concorrenza tra Comuni, accreditandosi come amministrazione attenta alle esigenze economiche del territorio a differenza di quei "conservatori" di Vecchiano. Poi siamo sicuri che basti realizzare una rotatoria per ogni incrocio per risolvere tutti i problemi di viabilità sull'Aurelia? Sono stati fatti attenti studi o ci siamo fidati della valutazione "a occhio" di qualche funzionario? Il Comune di Vecchiano prima di prendere qualsiasi decisione ha commissionato degli studi scientifici: al di là del contenuto ci sembra il modo giusto di procedere. Per tutto questo pensiamo che la vicenda di Ikea a Pisa sia un cattivo esempio di governo del territorio, a prescindere dalle valutazioni sul colosso svedese. (Legambiente Pisa)