Tagliati con la motosega pini secolari. Divelti, insieme, sette appostamenti per la caccia al colombaccio nella riserva che abbraccia la parte più estrema della tenuta di Rimigliano. Danno ambientale enorme, danno economico di circa 200mila euro. Tutto per un assalto notturno di vandali molto esperti che hanno violato i confini provocando un vero disastro. SAN VINCENZO. Tagliati con la motosega sei pini secolari. Divelti, insieme, sette appostamenti per la caccia al colombaccio (d'ultima generazione, con tanto di ascensore per salire su alberi di 25 metri) nella riserva che abbraccia la parte più estrema della tenuta di Rimigliano. Danno ambientale enorme, danno economico di circa 200mila euro. Nell'assalto notturno dei vandali sono morti una diecina di piccioni da richiamo. La scoperta nelle prime ore del mattino. Difficile proteggere questo spicchio di 35 ettari su un totale di 560. Cacciatori della squadra fissa nella riserva - 7 in tutto, il resto delle presenze è su invito - salvano, rischiando, quanti più piccioni "volantini" ancora vivi sugli appostamenti ormai pericolanti e si dicono molto preoccupati: «Gente così è pronta a tutto...». Costernato, Maurizio Berrighi, alla guida della cordata di imprenditori che, nel 2004, ha acquistato la tenuta (ci sono Antinori, Pecci, Marchi-Falk): «Quei pini erano qui da secoli, fino a 20-25 metri d'altezza - racconta - sono venuti giù insieme a tanti altri alberi... querce, lecci, cerri, un disastro. Non mi rendo conto di chi possa essere stato a fare un'azione del genere né perché - prosegue - Purtroppo il clima è teso, la battaglia a proposito della tenuta di Rimigliano non è stata sempre civile. E con gli eccessi si rischia di arrivare a questi effetti». Primi rilievi della Digos, poi sul posto i carabineri di San Vincenzo, che si stanno occupando delle indagini. Al momento si parla di un atto di delinquenza comune, probabilmente maturato in ambito locale. Il perché è ancora tutto da stabilire. «Qui almeno tre o quattro persone, con la motosega - immagina Berrighi - Forse hanno saltato la ferrovia e tagliato la rete. Qualcuno doveva essere esperto nel taglio degli alberi, ne è stata ben indirizzata la caduta per distruggere il più possibile». Avvisaglie? Pure venerdì scorso quando - sempre di notte - è stato fatto saltare l'impianto dell'acqua (e uno dei poderi della tenuta è ancora abitato). Nella memoria la notte di Natale del 2009, quando i vandali si accanirono sulla recinzione della riserva di caccia, facendo scappare i cinghiali. Stavolta sembra peggio. «La vigilanza sarà massima, oltre a quella dei guardiacaccia - conclude Berrighi - Saranno installate telecamere, ovunque».