crisi Uno strumento che fa la parte del leone soprattutto al sud I contratti di sviluppo, annunciati dal ministro Paolo Romani (nella foto) alla fine di settembre, già danno i primi frutti. Presentati come uno strumento snello, veloce e semplice per favorire l'attrazione d'investimenti, magari esteri, e la realizzazione di progetti importanti per rafforzare soprattutto le zone svantaggiate del Paese (Meridione in testa), i contratti di sviluppo hanno innescato in due settimane ben 122 domande di finanziamento, relative a circa 500 progetti, per investimenti complessivi pari a 6 miliardi di euro. Stando a questi dati sembra, quindi, che i nuovi contratti siano stati accolti con favore dalle aziende. Lo strumento, che rimpiazza i contratti di programma e di localizzazione ed è gestito da Invitalia (l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa), fa la parte da leone al Sud. Al Mezzogiorno sono, infatti, destinati i primi 400 milioni di euro di risorse disponibili. Ed è sempre dall'Italia meridionale che proviene il 70 delle domande. In particolare, al primo posto si colloca la Campania, con 35 richieste, in seconda e terza posizione si trovano la Puglia (20) e la Calabria (18). Circa la metà dei progetti presentati riguarda programmi d'investimento nel settore turistico (48,4 delle richieste), seguono, ma a distanza, il comparto industriale, che ha raccolto il 23,8 delle domande, e quello dalla trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (22,1). Il commercio interessa, invece, solo il 4,9 delle istanze. Per Domenico Arcuri, amministratore delegato Invitalia, «il contratto di sviluppo è uno strumento innovativo, che garantisce tempi certi e procedure più semplici rispetto al vecchio contratto di programma». L'Agenzia, spiega Arcuri, «è il soggetto attuatore della misura e interagisce in modo rapido ed efficace con l'investitore». Inoltre, sottolinea, lo strumento comprende «per la prima volta, progetti nei settori del turismo e dei beni culturali, che sono una leva strategica soprattutto per il Mezzogiorno». Lo scopo sta nel dare impulso ad investimenti pubblico-privati superiori al miliardo di euro. Tutto in tempi stretti. Lanciando la novità il 29 settembre Romani aveva, infatti, evidenziato come i contratti di sviluppo «saltino il passaggio al Cipe» e, pur se finanziati dal ministero di via Veneto, «vedono come unico soggetto attuatore Invitalia». Ga. Be. 16102011