DETURPANO le nostre campagne nel Cuneese, nel Torinese, nell' Alessandrino. Li vedi dalle autostrade e ti sembra di essere entrato in un film di fantascienza. Triste però. Perché quei pannelli fotovoltaici, non mandano messaggi agli alieni.E immagazzinando l' energia del sole, sottraggono spazio, troppo, ai nostri campi di grano, alla frutta. Come a Lagnasco dove sono stati espiantati peschi e i «maledetti» kiwi per fare posto a loro. O nel Vercellese, dove strappano ettari alle risaie. Sono l' altra faccia delle energie alternative le centrali fotovoltaiche che negli ultimi anni, grazie anche a politiche di incentivi (esagerate) sia a livello nazionale che a livello locale si sono moltiplicate sul nostro territorio. Brutte, davvero brutte a vedersi. «In Piemonte come impianti installati, siamo, in base ai dati del 30 settembre, la quinta regione in Italia. Abbiamo quasi 900 megawatt di potenza installata: davanti a noi ci sono solo la Lombardia, la Puglia, il Veneto e l' Emilia - Romagna» spiega Mauro Bertolino, il dirigente della Regione che si occupa di questioni energetiche. Sono tanti? «Abbastanza. Bisogna tenere conto però che una cosaè la potenza installata, un' altra è la capacità di produrre energia. Quest' ultima si valuta sul numero di ore anno in cui un impianto funziona. E un impianto solare fotovoltaico da 10 megawatt non è come uno termoelettrico. Quest' ultimo infatti lavora sempre, 8600 ore l' anno, mentre l' altro solo quando c' è il sole: in Piemonte in un anno tra le 1000 e 1100 ore. L' energia che se ne ricava è data dalla moltiplicazione della potenza installata per le ore di produzione». E con il solare, a fine 2010 producevamo circa 120 gigawatt in Piemonte, su un fabbisogno annuale di circa 26 mila gigawatt: quindi meno dello 0,5 per cento del fabbisogno totale. «Pur essendoci stato un repentino aumento del numero di impiantie della potenza installata, in realtà la produzione di elettricità da fotovoltaico fornisce per ora un contributo ancora molto basso al soddisfacimento del fabbisogno di energia elettrica nella nostra regione» aggiunge Marco Bagliani dell' Ires Piemonte. Non solo: anche l' impatto ambientale è in realtà molto ridotto. «In Piemonte - continua Bagliani- la superficie di fotovoltaico a terra è una percentuale assolutamente irrisoria rispetto alla superficie totale (rappresenta solo lo 0,00005 per cento della superficie totale della regione) e anche rispetto alla superficie coltivata rappresenta solo lo 0,00012». In numeri assoluti la superficie occupata dagli impianti a terra copre un' area di 134,2 ettari. «Un eventuale problema di percezione negativa degli impianti fotovoltaici a terra in quanto deturpanti il paesaggio conclude quindi Bagliani - è dovuto non alla loro estensione piuttosto alla loro frammentarietà». Ciò nonostante poiché oggi ogni metro quadrato sottratto all' agricoltura è uno sfregio al territorio, la Regioneè intervenuta, limitando la possibilità di installare impianti fotovoltaici a terra: «Il nostro approccio alle energie rinnovabili - spiega l' assessore Massimo Giordano - è sostenerle, ma con giudizio. Ci sono anche altri valori come la difesa delle nostre terre più pregiate. Per questo prima abbiamo approvato una legge che introduceva una moratoria sugli impianti fotovoltaici che ci fu impugnata dal governo. Poi abbiamo varato le linee guida che dicono con chiarezza dove si può farlo e dove no. Il piano sull' energia che stiamo preparando darà ulteriori elementi: il nostro obiettivo è favorire al massimo il fotovoltaico sui tetti e invece limitarlo a terra. Oltre che sulle energie rinnovabili poi vogliamo puntare molto per raggiungere gli obiettivi fissati dal governo, sul risparmio energetico». Le nuove norme hanno escluso dalla possibilità di installare impianti fotovoltaici a terra «le aree sottoposte a tutela del paesaggio e del patrimonio storico, artistico e culturale e specificamente i siti inseriti nel patrimonio mondiale dell' Unesco o interessate dai progetti di candidatura (quindi le Langhe e il Monferrato), beni culturali e paesaggistici, vette e crinali montanie pedemontani.E ancora:i parchi nazionali e regionali e soprattutto le aree agricole ricadenti nella prima e seconda classe di capacità d' uso del suolo, le aree di produzione di prodotti docge doce terreni agricoli irrigati con impianti irrigui realizzati con finanziamenti pubblici. In pratica tutta la pianura piemontese. Infine le aree in dissesto idraulico e idrogeologico». Quanto costa installare un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni? Tra i 3500 e i 5 mila euro per kilowatt. I materiali necessari sono prodotti in gran parte in Cina (e in Europa in Germania e Spagna) anche se in Piemonte c' è qualche piccola azienda specializzata. «In passato - spiega Bertolino - grazie agli incentivi, era molto conveniente, oggi che gli incentivi non ci sono più molto meno». Quanto all' eolico di impianti funzionanti, di una certa taglia, in Piemonte, ce neè uno solo edè il più grande del Nord Italia al colle San Bernardo a Garessio. È da circa 15 megawatt. «Ci sono parecchie domande però - aggiunge Bertolino nelle due aree più vocate, il basso cuneese e il basso alessandrino. Molte però sono già state bocciate». Perché l' eolico ha il grosso vantaggio di essere più competitivo del fotovoltaico: il prezzo si discosta meno da quello dell' energia elettrica normale. Ma quali sono i costi: «Un privato cittadino paga 15 centesimo di euro al kilowatt ora. Una centrale a ciclo combinato produce energia a un costo tra gli 8 e i 10 centesimi a kilowatt ora, un impianto eolico ( che aggiunge i cosiddetti certificati verdi al costo di mercato) va trai 17e 18 centesimi di euro, con il fotovoltaico si arriva a 25 - 30». Un altro vantaggio dell' eolico conclude Bertolino è «che produce per abbastanza ore. Ma ha un brutto impatto paesaggistico. E poi è innegabile l' impatto dei cantieri. Perché portare torri eoliche in luoghi difficili non è semplice. E ci vogliono fondamenta impattanti per garantire la tenuta».
PIEMONTE - L'invasione del fotovoltaico Le campagne piemontesi sfregiate dai pannelli solari
La Regione Piemonte ha quasi 900 megawatt di potenza installata per impianti fotovoltaici, ma la produzione di energia elettrica da fotovoltaico fornisce solo uno scroto 0,5% del fabbisogno annuale di energia. In Piemonte, la superficie di fotovoltaico a terra è solo lo 0,00005% della superficie totale e rappresenta solo lo 0,00012% della superficie coltivata. L'impatto ambientale è ridotto e la percezione negativa degli impianti fotovoltaici a terra è dovuta alla loro frammentarietà. La Regione ha introdotto una moratoria sugli impianti fotovoltaici a terra e ha varato le linee guida per la loro installazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo