LAVORO E LIBERTÀ «Serve un rinnovamento anche di classe politica e imprenditoriale» Mario Calogero Giardina, uno dei fondatore dell'Associazione Culturale "Lavoro e Liberta'" e membro del consiglio direttivo della stessa associazione firma un comunicato piuttosto critico su alcune scelte che hanno caratterizzato l'urbanistica del promontorio. Scrive Giardina: «Secondo la nostra associazione, da molti anni all'Argentario, imprenditori, professionisti, amministratori e politici dicono, a parole, di essere contrari alla costruzione di seconde case, ma queste enunciazioni vengono smentite dalle scelte quotidiane che vanno in direzione opposta. Basti osservare quello che è successo negli ultimi anni per constatare ad esempio che al Pozzarello un piccolo edificio dal quale doveva nascere una scuola di danza classica si è trasformato invece in una graziosa villetta, mentre nella zona alta del Campone un edificio storico adibito in passato a semaforo si appresta a diventare forse una bella villa panoramica con vista mare ed infine nella zona della Caletta un'altra costruzione denominata ex-colonia degli ebrei per tanti anni adibita a scuola pubblica rischia di diventare anch'essa una bella residenza di seconde case che andranno a ingrossare le oltre 4000 circa abitazioni di non residenti che rimangono chiuse per 10 mesi all'anno e rappresentano un fattore negativo per il territorio e per l'economia dell'Argentario». Prosegue il comunicato di Lavoro e Libertà: «Sul fronte del piano strutturale e del regolamento urbanistico non si percepisce un chiaro segnale di svolta nella gestione del territorio e su questo tipo di sviluppo patologico, anzi si assiste desolati ad un lavoro sottocoperta dei soliti "furbetti della particella catastale" che cercano di inserire i loro terreni, per la verità in numero molto limitato, tra le aree che potrebbero diventare edificabili o se possiedono una casetta in campagna vogliono trasformarla in un ampio casale. Se non vogliamo assestare un colpo mortale ed irreparabile alle bellezze naturali e paesaggistiche dell'Argentario alla base del consolidato successo turistico, dobbiamo puntare in particolare alla riconversione, attraverso un concorso pubblico, del patrimonio edilizio extraurbano esistente. Infine se all'Argentario non si arriverà al più presto a un radicale rinnovamento della classe politica ed alla elaborazione di nuovi programmi, il declino culturale, economico e politico non si arresterà e continuerà con le solite scelte che puntano sulle seconde case e sulla rendita, penalizzando la popolazione e favorendo soltanto i soliti gruppi rampanti. Il ricambio di quei politici che hanno già 5 mandati amministrativi alle spalle e si preparano al sesto mandato e non vogliono lasciare spazio ai giovani, dovrà essere accompagnato anche da un rinnovamento della classe imprenditoriale».