Spero che Luciano Carcereri, per via del "grido di dolore" che ha affidato a "Repubblica Bari" non subisca spiacevoli conseguenze amministrative. Nel qual caso lAssociazione Italiana Biblioteche lo tutelerà. Spero anche che con questo "grido" solidarizzi lattuale direttore della Biblioteca Nazionale di Bari, Mauro Giancaspro, valente bibliotecario napoletano, nonchè tutti gli operatori della Biblioteca. Il "grido di dolore" non è rivolto solo al Ministero dei Beni Culturali, sarebbe partigiano pensarlo. E rivolto, certo, innanzitutto al Ministero, per via della sua scandalosa e ormai "folle" politica di taglio dei finanziamenti a tutte le Biblioteche Nazionali dItalia, a cominciare dalle gloriose Nazionali di Roma e di Firenze, che fra poco non avranno più neppure gli spiccioli per fare una fotocopia. Ma è rivolto anche alla Regione Puglia, che allinterno di un bilancio importante di fondi spesi per le attività culturali (cinema, teatro, eccetera.) non destina fondi adeguati e corrispondenti alla "filiera" regionale di biblioteche, archivi e musei, che costituiscono laspetto "hard", destinato a durare nel tempo, della conoscenza e del sapere. E rivolto anche al Comune di Bari, che sembra non essersi accorto che da qualche anno in qua è sorta, verso il mare, una "cittadella della cultura", tanto da non aver mai proposto linee di trasporto dedicate per raggiungerla né altre misure di facilitazione e ausilio. La pagina di "Repubblica Bari" è molto meritoria, ma mi si lasci affermare che i Media in Puglia non dedicano granchè attenzione a questi temi. Si badi, non è un problema solo italiano, ma di tutti i paesi Ocse: chi ha dimestichezza con i siti web specializzati, sa bene che negli UK, culla storica della biblioteca come servizio civico, le biblioteche ora sotto minaccia di chiusura sono ben 523. Non cè una situazione migliore in USA e in altri Paesi. Ma lUe, con la strategia comunitaria "Europa 2020", pone lobiettivo della società della conoscenza e del sapere. Stiamo quindi molto attenti e comportiamoci in modo responsabile: la filiera delle biblioteche, archivi, musei, altre strutture educazionali è e resta il nucleo portante di un costruendo "distretto economico della società civile", al servizio di un nuovo "welfare". Non si tratta più di difendere solo cultura, erudizione, informazione, ma di ausiliare con queste strutture le fondamenta stesse del "benessere", di uno sviluppo a misura duomo delle NazioniComunità, affinchè possano essere competitive, efficienti, efficaci, eque nel loro operare. La fase di "stress fiscale", che da qualche tempo sta colpendo tutti noi, è destinata a passare, come è logico congetturare in base alla legge dei corsi e ricorsi (o, se volete, delle "onde" di Kondratev..): stiamo quindi tutti ben attenti a non fare ora terra bruciata, adottando una vista corta, dal momento che, dopo, ricostruire ciò che è stato realizzato in decenni di paziente e silenzioso lavoro, è molto difficile e il danno per la collettività sarebbe incalcolabile. presidente Associazione italiana biblioteche
DIFENDERE LE BIBLIOTECHE UN ESERCIZIO DI CIVILTÀ
Un direttore di biblioteca, Luciano Carcereri, ha pubblicato un articolo su un sito web di un quotidiano di Bari, in cui critica la politica di taglio dei finanziamenti del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Puglia. Il direttore della Biblioteca Nazionale di Bari, Mauro Giancaspro, è stato solidarizzato con Carcereri. L'articolo è stato pubblicato su un sito web di un quotidiano di Bari, "Repubblica Bari", e critica la mancanza di fondi per le biblioteche e le altre strutture culturali.
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