La Domus era nella lista degli enti inutili e rischia di chiudere. Ora diventa un museo multimediale, senza soldi Due milioni e mezzo, Napolitano a inaugurarla. Ma i fondi per andare avanti non ci sono Visita all'Ateneo Il presidente sarà anche all'apertura dell'anno accademico dell'Università PISA Doppia inaugurazione per Giorgio Napolitano, il 20 ottobre a Pisa. Il Presidente della Repubblica sarà il primo a visitare (in forma privata) la Domus mazziniana appena restaurata; come seconda tappa andrà alla Sapienza per la cerimonia di apertura dell'anno accademico dell'Università. «Inserendo Pisa nel suo itinerario di festeggiamenti per il 150 anniversario della fondazione dello Stato italiano ha detto il rettore Massimo Augello il presidente Napolitano renderà omaggio al ruolo che questa città e la sua università ebbero nel periodo risorgimentale a partire dal battaglione di studenti e docenti che si batterono a Curtatone e Montanara nel 1848». Una visita che si preannuncia come un tuffo nella storia, mentre alla Domus sono ancora al lavoro le ruspe per completare tutto entro i tempi stabiliti. La casa che fu l'ultima dimora di Giuseppe Mazzini diventerà un museo multimediale a lui dedicato, con totem e installazioni video distribuite su due piani. «Una delle stanze, più o meno in corrispondenza al luogo esatto dove nel 1872 morì Mazzini spiega il direttore della Domus, Pietro Finelli sarà destinata all'esposizione dell'unica copia autografa esistente del giuramento della Giovine Italia che è stata riprodotta anche sull'intera facciata dell'edificio con un pannello in metallo». L'effetto scenografico è sorprendente, un palazzo ricoperto di parole che ne contiene altrettante. Una parte dell'edificio è infatti destinata ad ospitare la biblioteca che racchiude i libri che Mazzini aveva con sé quando morì. L'intero patrimonio, arricchito nel tempo, è di 25.000 volumi e 20.000 opuscoli più un archivio di 70.000 pezzi, molti dei quali ancora inediti, come le lettere della madre di Mazzini in cui ringrazia Sara Nathan per le cure prestate al figlio. «I lavori sono cominciati sette mesi fa aggiuge Finelli e in questo poco tempo la Domus è stata rivoluzionata grazie ai 2,5 milioni di euro dati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha scelto questo luogo fra quelli "eletti" per le celebrazioni del 1500». Un finanziamento insperato, soprattutto se si pensa che negli ultimi due anni la Domus è finita sempre nelle liste degli enti inutili e che l'ultima sovvenzione ricevuta dallo Stato, di soli 30.000 euro, risale a tre anni fa. Ma la sfida sarà il dopo inaugurazione. Nel corso della visita di Napolitano sarà siglata una lettera di intenti per creare un centro studi sulle democrazie. I partner dell'impresa sono molti (Domus, Comune di Pisa, Regione, Università di Pisa, Normale, Sant'Anna, Fondazione Spadolini e Associazione mazziniana italiana), ma al momento non si fa riferimento alla parte economica e organizzativa. Né si annunciano finanziamenti ordinari per la Domus. Solo per mantenere aperta la struttura sarebbero necessari almeno 5o.000 euro l'anno; altri 150.000 servirebbero per creare un centro studi internazionale capace di organizzare convegni, bandire borse di studio e garantire una produzione scientifica adeguata. «Ma la storia sino ad ora è stata un'altra conclude Finelli A lavorare qui ci sono solo io a titolo gratuito e al massimo abbiamo avuto un contrattista e uno stagista». La speranza è che questa volta agli intenti seguano i fatti. E che smentiscano la «solita» storia.