MILANO Se le indagini hanno colto nel segno, il mercante d'arte iraniano Arman Golapyan avrebbe distratto importanti opere d'arte, alcune riconducibili a famosi pittori italiani e internazionali, nel gestire la sua società per la quale ora il gip milanese Elisabetta Meyer lo arresta in una ipotesi di bancarotta fraudolenta aggravata da 27 milioni di euro. I finanzieri del nucleo di Polizia tributaria hanno eseguito anche cinque perquisizioni in Lombardia, Emilia Romagna, Umbria e Veneto alla ricerca di cespiti sottratti all'attivo della procedura fallimentare: e hanno sequestrato un dipinto attribuito al fiammingo Peter Paul Rubens, battezzato «Venere e Adone» (foto) e messo a bilancio al valore stimato di 25 milioni di euro, e un dipinto riconducibile a Guido Reni dal titolo «Giuseppe che trattiene la moglie di Putifarre», 7 altri dipinti di minor valore e 23 tappeti di pregio, la cui autenticità e valore reale sarà stabilita da una perizia disposta dal pm Isidoro Palma.