"Area tutelata, fermiamoci a riflettere". LArpa: gli impianti di trattamento funzionano a metà La lavorazione è fondamentale per evitare la creazione di altri mega-siti in stile Malagrotta «Quellarea è sotto tutela. Adesso bisogna fermarsi e fare tutte le verifiche del caso». Il presidente dellVIII municipio Massimiliano Lorenzotti, acerrimo nemico della discarica temporanea da aprire a Corcolle, ha trovato un alleato nel sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, suo compagno di corrente, ex Forza Italia, che ieri lo ha ricevuto, accogliendo il suo sos. «Abbiamo esaminato le mappe del Piano paesistico territoriale della Regione - racconta Giro - e abbiamo verificato che si tratta di area di rilevante valore naturale. Ho chiesto ai miei uffici di controllare se ci sono anche dei vincoli puntuali, archeologici o paesaggistici, la prossima settimana io stesso effettuerò un sopralluogo. Intanto è sicuro che tutto il Borgo di San Vittorino è vincolato e la discarica sorgerebbe in unarea immediatamente contigua. Tutto ciò impone di fermarci a riflettere». Si mette di traverso Francesco Giro e critica pure la Regione. «Tutto il problema - dice il sottosegretario - nasce da una scelta: la Regione ha individuato i siti sulla base di una ricognizione di carattere geologico morfologico, che riguarda la natura dei terreni, ma non il loro valore paesaggistico. Ora è necessario un secondo passaggio». La questione si fa sempre più complicata. Anche alla luce dei dati forniti dallArpa: i quattro impianti di trattamento meccanico biologico che dovrebbero assicurare il conferimento dei rifiuti in discarica seccati e ridotti di volume funzionano quasi a mezzo servizio. Nel complesso sono stati autorizzati a trattare 3.000 tonnellate al giorno, ma ne lavorano soltanto 1.810. E questo solo dallestate, perché prima la situazione era ben peggiore. Limpianto Malagrotta 1, gestito dal Colari, è stato autorizzato per 600 tonnellate al giorno, ma da aprile 2009 risulta fermo. Malagrotta 2, sempre del Colari, è stato autorizzato per 900 tonnellate al giorno e da giugno ne lavora 560. Limpianto di Rocca Cencia, gestito dallAma, autorizzato per 750 tonnellate al giorno, da giugno tratta 500 tonnellate, lo stabilimento della Salaria, sempre di Ama, autorizzato per 750 tonnellate, è lunico che da luglio funziona a regime. Gli impianti di trattamento meccanico biologico devono trasformare il rifiuto tal quale per il 30 in fos, frazione organica stabilizzata che finisce in discarica occupando meno spazio, per il 30 in cdr, combustibile da rifiuti destinato ai gassificatori per essere trasformato in energia, per il 5 in metalli ferrosi e non ferrosi, per il 15 in residui inerti non pericolosi da smaltire in discarica, per il resto in acqua e anidride carbonica. Un passaggio fondamentale per evitare le megadiscariche stile Malagrotta. Ebbene, i quattro impianti della capitale lavorano solo il 60 della loro capacità. La presidente della Regione Renata Polverini ha assicurato che nelle due discariche temporanee di Riano e Corcolle i rifiuti andranno trattati. Ma come sarà possibile a fronte di queste cifre? (cecilia gentile)
Rifiuti, altolà di Giro sulla discarica a Corcolle
Il presidente dellVIII municipio Massimiliano Lorenzotti ha trovato un alleato nel sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro per fermare la discarica temporanea da aprire a Corcolle. Giro ha esaminato le mappe del Piano paesistico territoriale della Regione e ha verificato che larea di rilevante valore naturale sia vincolata. I quattro impianti di trattamento meccanico biologico funzionano solo a metà della loro capacità, trattando 1.810 tonnellate al giorno su 3.000. La discarica temporanea di Riano e Corcolle è stata autorizzata, ma è incerto come sarà possibile trattare i rifiuti. La questione si fa sempre più complicata.
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