Il Tar nelle motivazioni definisce illecite le richieste della società Castellano: "Riqualificazione per Expo" I giudici parlano di gravi inadempienze da parte dei costruttori che dovranno anche rimborsare il Comune Villoresi: "Non è ancora finita" ORIANA LISO Al giro di boa dei sette anni, la vicenda del parcheggio in Darsena si arricchisce di un nuovo, importante, capitolo. Ma che sia quello definitivo, questo non è dato ancora sapere. La terza sezione del Tar Lombardia ha respinto il ricorso di Darsena spa, che chiedeva di poter ancora realizzare il megaparcheggio o, in alternativa, un risarcimento di nove milioni al Comune. Al contrario, i giudici amministrativi hanno condannato la società - per un «atteggiamento colpevole e ingiustificato» - a ripagare al Comune le spese, 462mila euro circa, sostenute per ripulire larea, mettere panchine e lampioni, curare il verde. La decisione di rinunciare al parcheggio interrato - 713 posti a rotazione su due livelli - era stata presa dalla giunta Moratti nel 2009, dopo che per anni i lavori erano rimasti fermi, prima per il ritrovamento di reperti archeologici, poi perché la società aveva chiesto una modifica del progetto: un piano in più e altri 90 posti solo per residenti. Larea, nel frattempo, era recintata, inutilizzabile e sempre più degradata, ma la società non aveva accettato la risoluzione unilaterale del contratto. Dopo un "uno a uno" tra le parti (davanti al Tar e al consiglio di Stato) ora arriva la nuova decisione, che parla di «assoluta illiceità» delle richieste della concessionaria (tirando le orecchie al Comune per averle rifiutate «sebbene forse non con la subitanea perentorietà» necessaria). Elencano, i giudici, le gravi inadempienze, come «la mancata conclusione dopo quattro anni dei lavori», ovvero il doppio del tempo stimato per progettare e realizzare lopera, «il pregiudizio causato allintera cittadinanza». Spiegano, in sintesi, che il ritrovamento dei reperti era già nelle ipotesi, e che quindi non giustificava la richiesta di modificare così tanto il progetto. Lassessore ai Lavori pubblici Lucia Castellano commentava ieri: «Si chiude unaltra cicatrice per la città, ora possiamo continuare a lavorare con più slancio per realizzare un piano di riqualificazione della Darsena in vista di Expo». Soddisfazione per la sentenza è arrivata da più parti, visto che allopposizione, oggi, cè chi ha fatto ricorso contro la società (che poi è anche chi le ha dato lappalto). Giuseppe Villoresi, del consorzio Darsena spa, frena però gli entusiasmi: «Leggeremo le motivazioni, ma questa vicenda si chiuderà solo al consiglio di Stato».