UN PROGETTO CONTRO IL TERREMOTO GIBELLINA CANDIDATA A MUSEO DELLANNO Lallestimento di sculture dipinti e oggetti rituali risponde a una concezione dinamica, a un rapporto tra passato e futuro SERGIO TROISI Nellanno del trauma e del lutto per la morte violenta di Ludovico Corrao, il progetto Gibellina ottiene un importante riconoscimento. Il Museo delle Trame Mediterranee che sorge sulle alture che dominano la città nuova è stato infatti inserito, dalla giuria dellIcom Italia presieduta da Alberto Garlandini, nella terna di musei che il prossimo 29 ottobre nel Complesso Museale di Santa Maria della Scala a Milano si contenderanno il premio Museo dellanno 2011 per la sezione relativa "al miglior progetto di mediazione culturale, destinato a valorizzare le realizzazioni più innovative ed originali nellambito dei servizi educativi", come recita il comunicato ufficiale. I musei che affiancano nella terna quello della Fondazione Orestiadi dicono molto sul prestigio del premio: si tratta del Maxxi di Roma e del Museo di Storia Naturale di Venezia, tutte istituzioni che operano con materiali e linguaggi diversi e per i quali lapproccio alla mediazione culturale a cui si riferisce il premio avviene con strategie e racconti differenti. E tuttavia, per il Museo delle Trame Mediterranee, questa indicazione non è un elemento collaterale, ma la sua stessa ragion dessere. Alloggiato nel granaio e nelle fabbriche padronali delle Case di Stefano ricostruite su progetto di Marcella Aprile, Roberto Collovà e Teresa La Rocca, il Museo infatti assembla una collezione in divenire la cui peculiarità consiste non tanto nella qualità specifica dei singoli manufatti, quanto semmai nel gioco di relazioni e di incastri che ne guida i percorsi. La raccolta ha infatti il suo nucleo iniziale nella collezione che Corrao cominciò a costituire durante gli anni Sessanta, affiancando a opere di artisti contemporanei come Carla Accardi, Corrado Cagli o Carlo Levi manufatti dellartigianato siciliano e, in seguito, delle tradizioni popolari maghrebine. Quella raffinata vocazione amatoriale divenne poi, con lesperienza di Gibellina Nuova a partire dagli anni Ottanta, la spina dorsale di una progettualità in cui repertori formali, tecniche e codici linguistici delle due diverse sponde del Mediterraneo cominciavano a tessere un dialogo che investiva non soltanto il riconoscimento di un passato secolare di incontri e dialoghi ma lipotesi di un presente e di un futuro condivisi. Lallestimento con cui Enzo Fiammetta, direttore del Museo, ha disposto dipinti, abiti, oggetti rituali o elementi darredo nel medesimo percorso esplicita questo disegno, sia nella vastità del granaio dove gli spot luminosi rilevano le opere dalla penombra che nella successione di ambienti più piccoli delle Case, ponendo in risalto di volta in volta assonanze e discontinuità, contiguità e stacchi indipendentemente dalla prossimità cronologica o contestuale. Come sempre accade nella vicenda plurisecolare dei musei, lallestimento denuncia una visione delle cose e della storia. Le grandi sculture di Pietro Consagra che stagliano il loro gioco arabescato di pieni e vuoti nello spazio del cortile, dialogando idealmente con la montagna di sale di Mimmo Paladino (fortissimo richiamo visivo e simbolico al paesaggio del trapanese), sono la cifra forse più evidente di tale visione, il confine mobile tra passato e futuro: laboratori e atelier dartista infatti modificano continuamente il profilo delle collezioni, innestando problematiche nuove in tematiche antiche. Una concezione dinamica e aperta dei processi culturali che spiega le ragioni del riconoscimento dellIcom. La candidatura al premio è stata ottenuta con un progetto rivolto ai giovani laureti o laureandi in discipline storico artistiche, abitanti nella Valle del Belìce, per tre cicli da tre giorni ciascuno di studio, teorico e pratico, di educazione e comunicazione del patrimonio presso gli spazi del Baglio Di Stefano. Lintento del workshop «è stato quello di continuare a formare allarte quei giovani che sono cresciuti ispirati proprio dallarte di questi luoghi, nel tentativo di superare il trauma del terremoto e gli anni difficili della ricostruzione».
"Le trame mediterranee" finalista assieme al Maxxi di Roma e a unistituzione di Venezia
Il Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina è stato candidato al premio Museo dell'anno 2011 per la sezione "mediazione culturale" con un progetto che valorizza le realizzazioni innovative nel servizio educativo. Il museo, situato nel granaio e nelle fabbriche padronali delle Case di Stefano, assembla una collezione in divenire che guida i percorsi attraverso il gioco di relazioni e incastri dei manufatti. La raccolta ha il suo nucleo iniziale nella collezione di Ludovico Corrao, che ha costituito durante gli anni Sessanta, e successivamente è stata arricchita con repertori formali, tecniche e codici linguistici delle due sponde del Mediterraneo.
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Bene culturale
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