All fine Paolo Costa l'ha spuntata anche questa volta, e ieri ha avuto dalla maggioranza il via libera per l'acquisto di Palazzo Grassi da parte del Casinò, per quanto subordinato ad alcune condizioni preliminari. Nel pomeriggio, l'assemblea dei soci della Casa da gioco, ovvero lo stesso sindaco, dato che il Comune controlla ill 95 per cento della Spa, ha dato pieno mandato al consiglio d'amministrazione di perfezionare l'operazione con la Fiat, che verrà avviata il 25 gennaio con la firma del preliminare, dopo che il prossimo 31 dicembre il consiglio avrà deliberato. Per la cronaca, col sindaco ha votato anche il sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara, mentre il rappresentante della Provincia, l'assessore Giuseppe Scaboro, e quello di Chioggia, l'assessore Gianfranco Scarpa, si sono astenuti, assente il rappresentante di Abano. "Mi sono astenuto - ha spiegato Scaboro - per la mancanza di precise indicazioni al consiglio d'amministrazione sulle finalità culturali dell'operazione, e per la necessità di meglio capire i conti economici, per evitare ricadute negative sul Comune. Scaboro, diessino, ha dato voce alle perplessità della Quercia, i cui uomini in questi giorni avevano apertamente osteggiato l'operazione e che ieri, dopo la riunione di maggioranza, si sono chiusi scuri in volto nel gabinetto del vicesindaco, Michele Mognato, per stilare un comunicato. Il progetto culturale- vi è scritto -- deve avere quei contenuti qualificanti che a tutt'oggi mancano, per renderlo un'opportunità di crescita dell'intero sistema culturale veneziano. Compito del Comune e delle proprie società - è sottolineato è quello di svolgere un ruolo di forza aggregante di altri soggetti capaci di acquisire la maggioranza significativa della società Palazzo Grassi Spa e in grado di farsi carico dei costi di gestione. È per questo che la partecipazione comunale deve essere limitata in termini di impegno economico. I Ds hanno rimarcato che la realizzazione di queste condizioni "è pregiudiziale" a qualsiasi impegno del Comune, ma Costa lo aveva già garantito annunciando l'accordo dopo la riunione di maggioranza. "Prima - ha però sottolineato Mognato - il sindaco non aveva queste posizioni: "Palazzo Grassi 2" non ci interessa, le condizioni annunciate da Costa sono quelle poste dai Ds, e devono concretizzarsi prima di ogni passo formale.. Ad ogni buon conto, Costa ha confermato che l'acquisizione di Palazzo Grassi sarà l'occasione per reinventare le politiche culturali del Comune, e ha annunciato che il Casinò già alla firma del preliminare sarà affiancato da un partner privato che gli permetterà di ridurre la sua esposizione restando al di sotto di quei 51 per cento delle quote (15 milioni di euro il valore) di cui si era parlato finora. In prospettiva il Casinò tenderà a restare al di sotto del 30 per cento, ha spiegato il sindaco, avvertendo che entro 18 mesi dall'acquisizione la progressiva entrata di altri partner privati ridurrà le sue quote. Su nuovi investitori conta anche la Fiat per ridurre dal 49 per cento al 10 la sua partecipazione. Nella società entrerà infine, con una quota simbolica, sotto il 5 per cento, anche lo stesso Comune. Una condizione quest'ultima chiesta in particolare dalla componente rossoverde della maggioranza, "a garanzia - ha spiegato Flavio Dal Corso (Verdi) - dell'indirizzo pubblico sulle politiche culturali di Palazzo Grassi. Fatti i conti, la quota "pubblica" di Palazzo Grassi non dovrebbe superare il 35 per cento: come garantire la leadership culturale del Comune? "Attraverso i patti sociali', ha spiegato Costa. Allo stato, comunque, restano nel vago i due aspetti fondamentali dell'operazione, e cioè i suoi fini culturali e i suoi costi. "Dati raffazzonati, aleatori", ha sottolineato ancora ieri il capogruppo dei Ds, Livio Marini, riferendosi a quanto comunicato dal sindaco e dall'assessore alla Cultura, Armando Peres. A quanto s'è saputo, nel quinquennio 2005- 2009 il direttore dei Musei Civici. Giandomenico Romanelli e l'ex ministro della Cultura francese Jean - Jacques Aillagon (che come sponsor porterebbe il gruppo di grande distribuzione Pinault) hanno proposto negli anni pari mostre di arte contemporanea, in collaborazione con la Biennale, e negli anni dispari mostre sulle grandi civiltà affiancate ogni anno da mostre 'minori'. Ci confronteremo con la città, ha promesso ieri Peres, confermando che al momento è troppo presto per stabilire quale grande evento garantirà anche quest'anno la continuità del "marchio" Palazzo Grassi. 'Ad ogni modo - ha chiarito a nome dei Ds Maurizio Baratello- che nessuno cerchi blitz sul comitato scientifico e sul consiglio d'amministrazione della società: ogni scelta ora va congelata. Sul piano economico, la gestione dovrebbe andare in rosso di 1 milione e 500 mila euro all'anno, e anche qui dovrebbero intervenire gli sponsor. Tra i nomi che sono circolati in questi giorni, non è chiaro se per la gestione o per l'acquisto, ci sono quelli degli editori Marsilio e Skira, il Gruppo Giunti, l'azienda di trasporti d'arte Arteria, Banca Intesa. 'L'attività di Palazzo Grassi andrà legata anche a un grande progetto di riassetto dell'offerta congressuale e fieristica", ha sostenuto infine per la Margherita il capogruppo, Piero Rosa Salva, annunciando che la proposta (mirata alla produzione locale e col corollario del recupero del teatro di Palazzo Grassi) dovrà entrare nel programma elettorale del Centrosinistra.
Il Casinò acquista Palazzo Grassi
Il Casinò ha ottenuto il via libera per l'acquisto di Palazzo Grassi, con condizioni preliminari. L'assemblea dei soci ha dato il mandato al consiglio d'amministrazione di perfezionare l'operazione con la Fiat. Il sindaco Paolo Costa ha garantito che l'acquisizione sarà l'occasione per reinventare le politiche culturali del Comune. Il Casinò tenderà a restare al di sotto del 30% delle quote, e la Fiat e altri partner privati si uniranno per ridurre la sua partecipazione. Lo stesso Comune entrerà con una quota simbolica. I Ds hanno richiesto condizioni più chiare per l'operazione.
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