Un destino di cemento e acciaio per la laguna. Trasporti dai costi altissimi e in città un'invasione di croceristi. Italia Nostra lancia un appello alla città. «Occorre mobilitarsi», dice il suo portavoce Paolo Lanapoppi, «affinché la politica cambi strada». L'occasione è la riunione con l'Autorità portuale sulle grandi navi. "Resteranno in laguna e passeranno per San Marco», ha detto in sostanza il Porto. Nuove banchine in Marittima non sono previste. E ci mancherebbe, visto che le attuali consentono di ospitare anche cinque-sei meganavi contemporaneamente. «Siamo molto preoccupati», dice Lanapoppi, «perché dal Porto abbiamo sentito soltanto ricette su come potenziare il traffico e mantenere le grandi navi a San Marco, trasformare la gronda lagunare in un immenso deposito di container». Dal Porto e dalla politica non una parola sulle possibili alternative per un futuro sostenibile. Ad esempio, perché dobbiamo far concorrenza a Trieste sul porto per grandi navi transoceaniche? Perché non puntare invece sula riqualificazone di Porto Marghera e un traffico più sostenibile?».