Arte, bilanci e paradossi Il turista appassionato di musei «beffa» Palazzo Vecchio. Se si pensava che in 72 ore potesse visitarne al massimo 5-6, ne è riuscito a vedere una media di 6-7 in tre giorni. Dei veri e propri tour de force di cultura che hanno mandato in tilt i conti fatti sulle vendite della Firenze card. E il Comune, per ora, ci ha rimesso intorno a centomila euro. Una perdita che non preoccupa il sindaco Renzi, che ha affrontato la questione nell'ultima riunione di giunta: per offrire questo servizio alla città vale la pena anche spendere qualcosa. Sembra un paradosso ma «la Firenze card è andata talmente tanto bene che è finita per diventare un danno», tuona il consigliere Tommaso Grassi che ha re - so noto il caso. Il meccanismo previsto per la gestione della carta è complesso. Il Comune incassa i soldi della vendite della Firenze card e deve stornare gli incassi ai musei visitati; fino al 31 agosto aderivano 33 musei, poi diventati di recente 50. L'accordo firmato con il ministero dei Beni culturali prevede diversi rimborsi, secondo i musei: il cento per cento per la maggior parte di quelli statali, dal 50 al 70 per cento per i comunali, con l'unica eccezione di Palazzo Vecchio che ha un rientro per intero. Il business plan faceva una stima massima delle visite: quattro musei big e uno comunale; ad esempio: Uffizi, Accademia, giardino di Boboli, Palazzo Pitti, Palazzo Vecchio. Ma forse non si era considerato che Firenze, in confronto ad altre città, ha un centro piccolo e facilmente ci si può spostare da una parte all'altra. Così la realtà ha smentito le previsioni: la media di visite è di 6-7 musei in tre giorni. E se Palazzo Vecchio aveva previsto di dover rimborsare circa 38 euro a carta, si è trovato a doverne versare 47, a cui poi vanno aggiunti i costi per i biglietti gratis di Ataf, il kit del turista e la distribuzione. Al 31 agosto sono state vendute i 14.500 card, l'incasso del Comune è stato di 605 mila euro, il rimborso versato agli altri musei di 722 mila euro. Circa 117 mila euro di perdita, ma secondo Palazzo Vecchio la cifra scenderà per una questione di credito sull'Iva. Il consigliere Grassi punta il dito contro Palazzo Vecchio: «L'amministrazione si è assunta tutti i rischi sul progetto e nonostante le diverse realtà coinvolte siamo gli unici a pagare». Non solo: «La promessa del sindaco che i soldi della card sarebbero rimasti a Firenze era solo un bluff». Grassi preparerà un'interrogazione per chiedere di rivalutare il protocollo con il ministero: «Altrimenti, come stimano gli stessi uffici, ci ritroveremo a pagare per tutta la durata del progetto una differenza complessiva di quasi 800 mila euro», conclude.
Firenze. Boom card musei e Palazzo Vecchio così va in perdita...
Il sindaco di Firenze, Renzi, ha affermato che vale la pena spendere denaro per offrire il servizio della Firenze card, nonostante la perdita di centomila euro. Il consigliere Tommaso Grassi ha criticato la gestione della carta, affermando che Palazzo Vecchio si è assunta tutti i rischi e non è giusto che paghi la differenza. La Firenze card è stata un successo, con 14.500 biglietti venduti, ma la media di visite è stata più alta di quanto previsto, con 6-7 musei in tre giorni. Il Comune ha incassato 605 mila euro, mentre gli altri musei hanno ricevuto 722 mila euro in rimborso.
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