Tramite il sito web del teatro il presidente Guerri replica alla petizione di trenta studiosi GARDONE RIVIERA Una sottoscrizione tramite il sito Internet del teatro contro l'accusa di sfregiare con «intrusioni volgari» il Vittoriale degli italiani. L'ha lanciata il presidente della Fondazione dannunziana, Giordano Bruno Guerri, in risposta alla petizione di trenta studiosi dannunziani che chiedono al Presidente della Repubblica e al ministro per i Beni culturali di intervenire per la conservazione della cittadella monumentale del Vate. «Basta una visita - scrive Guerri - per comprendere la chiara strumentalità di questo attacco e quanto vivido sia invece il nuovo slancio impresso alla vita della Fondazione, oggi finalmente, dopo anni di grigiore, vibrante come d'Annunzio merita Grazie anche alla partecipazione di artisti contemporanei che hanno compreso e onorato la memoria del Vate, ora la sua casa-museo brilla di una luce nuova eppure mai così fedele alla sua memoria». In risposta alla petizione degli studiosi dannunziani, che tiene banco in questi giorni a Gardone Riviera, Guerri ha rispedito al mittente le accuse e ricordato quanto fatto nei tre anni della sua presidenza: dal passaggio complesso della privatizzazione all'acquisizione di documenti autografi e opere d'arte, «senza alcuna spesa, per un valore superiore al milione di euro»; dall'organizzazio-ne di una stagione teatrale estiva «degna del Vittoriale e, per la prima volta, non in passivo», all'apertura di tre nuovi musei; dai convegni organizzati al rinnovato interesse dei media. Guerri ricorda inoltre che «il numero dei visitatori e il fatturato sono notevolmente aumentati, invertendo una pericolosa tendenza al ribasso (60.000 visitatori perduti in otto anni) in corso dal 2000. Ma soprattutto - conclude il presidente - abbiamo operato, con successo, per cambiare l'immagine di d'Annunzio da decadente e protofascista a modernizzatore e libertario, e quella del Vittoriale da mausoleo a organismo vivente».