SIENA. Un «ecomostro». Il professor Alberto Asor Rosa, presidente della rete dei comitati per la difesa del territorio, non ha dubbi: nella zona della Val d'Asso, nel senese, tra il borgo di Montisi e il castello di Montelifrè, c'è il rischio che il paesaggio venga deturpato in maniera irrimediabile. «Ho visto la zona, le foto e le proiezioni del progetto, se verrà così, si tratta di un ecomostro, un insediamento sproporzionato alla zona e lesivo dell'ambiente circostante», ha affermato il professore in occasione di un convegno nella sala consiliare del comune di San Giovanni d'Asso, quella stessa amministrazione che ha già dato l'okay al progetto. Asor Rosa, insieme ai comitati locali, punta il dito contro un complesso turistico che prevede la realizzazione di 17 palazzine con 68 appartamenti, 147 stanze e 91 bagni più piscine e un centro benessere in un'area dove sorgeva una fabbrica di terracotte alcuni anni fa distrutta da un incendio di natura dolosa. «E' una colata di cemento in mezzo a colline ancora identiche a quelle dell'affresco del Buongoverno», è l'opinione di Giovanni Crescimanni del comitato per la difesa della Val d'Asso. Di diverso avviso il sindaco Michele Boscagli (Pd): «Abbiamo abbattuto del 50 per cento la volumetria della fabbrica che era molto più invasiva. L'insediamento sarà realizzato nel pieno rispetto della legge e usando materiali locali. Un esperto seguirà tutte le fasi dei lavori», ha sottolineato. Ma i comitati per la tutela del paesaggio non hanno intenzione di fermarsi: «Non c'è tempo da perdere, avvieremo un'azione sia a livello regionale che nazionale perché il Comune torni sui propri passi», ha ribattuto Asor Rosa.
Asor Rosa: si rischia un nuovo ecomostro. Parte la battaglia per fermare un complesso turistico a San Giovanni d'Asso, nel Senese
Il professor Alberto Asor Rosa, presidente della rete dei comitati per la difesa del territorio, ha espresso preoccupazioni sulla realizzazione di un ecomostro nel borgo di Montisi, nella zona della Val d'Asso, nel senese. Il progetto prevede la realizzazione di 17 palazzine con 68 appartamenti, 147 stanze e 91 bagni, oltre a piscine e un centro benessere, in un'area dove sorgeva una fabbrica di terracotte distrutta da un incendio di natura dolosa. I comitati locali hanno denunciato che il progetto è lesivo dell'ambiente circostante e sproporzionato alla zona.
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