A un certo punto, dal "wikiquote" del presidente Luca Zaia è uscita una citazione che la dice lunga su come potrebbe andare in Parlamento la partita della nomina di Giulio Malgara a presidente della Biennale: «Non si fa la festa di laurea prima di laurearsi». Che fa al paio con quella, molto più concreta: «Nelle commissioni parlamentari ho visto accadere di tutto. E bene aspettare. Cercheremo di vedere 1'iter parlamentare e di seguirlo da vicino». A quasi una settimana dalla scelta del ministro Giancarlo Galan, Zaia rompe il silenzio su Malgara. La sua posizione pro Paolo Baratta era nota. Ieri Zaia ha detto la sua sul futuro della fondazione: «Malgara non lo conosco, non posso esprimere giudizi. Galan sapeva benissimo la mia posizione. Baratta ha dato tanto alla Biennale, ha sempre gestito la presidenza in punta di piedi, lasciando spazio ai direttori artistici. In questa fase penso sia prudente per tutti ricorrere a un provvidenziale silenzio. C'è un iter parlamentare, di analisi dei curriculum, come accade per le grandi nomine. Sono consultive? Suggerirei di Giulio Malgara non avventurarsi nell'interpretazione delle norme. Una bocciatura in commissione non è poco. È già accaduta. Io comunque resto in consiglio, a maggior ragione». Insomma, un avvertimento a Galan che oggi pomeriggio dalle 14.30 sarà in audizione alla Camera (in diretta web tv). Ieri, intanto, Zaia è intervenuto anche sul caso Zanzotto-Marcato: alla cerimonia in onore dei 90 anni del poeta, l'altroieri a Padova, il vicepresidente della Provincia se n'era andato in polemica dicendo di non essere stato invitato a parlare perché leghista. Il governatore ha preso le sue difese: «Il vate, io Zanzotto lo chiamo così, se fosse stato lì non avrebbe mai permesso una cosa del genere. Cultura è il rispetto delle idee degli altri. Mi è dispiaciuto per lui». Ieri del caso ha parlato anche Elio Armano, tra gli organizzatori dell'omaggio: «Nessuna Provincia, nemmeno quella di Treviso dove il poeta risiede, era stata elencata tra i promotori».