Polverini: se ha un'idea migliore la dica Il ministero per i Beni culturali boccia l'ipotesi del piano dei rifiuti del Lazio sull'impianto di Pizzo del Prete, a Fiumicino. «Ci sono numerosi vincoli». Il ministro Galan in serata ha precisato: sono solo i pareri delle Soprintendenze. Ribatte il presidente della Regione, Renata Polverini: «I vincoli non riguardano quell'area. Se Galan ha delle proposte migliori ce le dica». Ieri si è svolta l'audizione del prefetto Giuseppe Pecoraro (commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta) di fronte alla commissione bicamerale sui rifiuti. Per Malagrotta ci sarà una proroga e per questo vi sarà una multa dell'Unione europea. Secondo Pecoraro servirà anche un quinto impianto di Tmb (trattamento meccanico biologico). Per le due discariche provvisorie di Quadro Alto e San Vittorino-Coreolle la prossima settimana saranno firmate le ordinanze. «Su Pizzo del Prete, a Fiumicino, la Regione va avanti. Non ci sono vincoli nell'area indicata per l'impianto dei rifiuti». A parlare è Renata Polverini, presidente della Regione Lazio. A Pizzo del Prete, secondo il piano dei rifiuti, deve sorgere l'impianto definitivo, quello che dovrebbe consentire fra tre anni al Lazio di uscire dalla logica delle discariche. In una risposta del Ministero dei Beni culturali (Giancarlo Galan) a un'interrogazione si legge: «Secondo le valutazioni delle soprintendenze nelle aree di Pizzo del Prete-Le Macchiozze insistono diversi vincoli paesaggistici e archeologici». Replica del presidente Polverini: «Se il ministro Galan ha una soluzione migliore può sempre suggerirla». In serata dallo staff di Galan è arrivata una frenata: «Ogni virgolettato attribuito al ministro è privo di fondamento». Ma la risposta scritta all'interrogazione però sembra chiara. Ribattono dal Ministero: «Il ministro si è limitato a rispondere a un'interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata dall'onorevole Mario Baccini senza esprimere valutazioni personali e riportando esclusivamente i pareri delle soprintendenze competenti». Ma ci sono novità anche sul fronte delle due discariche provvisorie (Quadro Alto a Riano, San Vittorino-Corcolle nell'VIII Municipio), che andranno realizzate entro la fine dell'anno per chiudere Malagrotta. Ieri alla commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti audizione di Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma e commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta. Al termine il vicepresidente della Commissione, Candido De Angelis (Terzo Polo): «In due mesi non si possono realizzare miracoli o porre rimedio a lacune che si trascinano da anni. Sarà inevitabile una proroga per Malagrotta, come ha ammesso lo stesso prefetto». Gaetano Pecorella (Pdl), presidente della Commissione: «Se deve essere prorogata Malagrotta, rischiamo la condanna da parte dell'Ue». Ma De Angelis ha messo sul piato un'altra polemica pesante: sono veri i dati di Roma secondo i quali la differenziata è al 25 per cento? De Angelis: «Preoccupa il dato che attesta la differenziata a Roma al 25, solo lo scorso anno era al 16. Servirebbe una certificazione che dimostri la veridicità di questi indici». II prefetto Pecoraro: «La prossima settimana firmerò l'ordinanza per le due discariche alternative a Malagrotta: ci sarà un'occupazione d'urgenza, possibile l'indennizzo per i proprietari o l'esproprio. Il problema è quello dei proprietari: sono aree molto vaste e abbiamo dubbi che appartengano a un solo proprietario». Pecoraro ha spiegato che serve un quinto impianto di Tmb (trattamento meccanico biologico): «Le quattro linee esistenti lavorano 3.000 tonnellate di rifiuti al giorno, essendo 4.000 le tonnellate da trattare, è necessario un quinto impianto». Dove? «Potrebbe farlo l'Ama o chi acquisisce il diritto a gestire le aree, dunque non escludo che potrà sorgere anche nelle aree delle nuove discariche». Ultimo avvertimento per le due discariche: se sarà necessario, si utilizzeranno le maniere forti. Pecoraro: «Se c'è un dissenso democratico noi lo rispetteremo, se il dissenso non è democratico prenderemo le nostre precauzioni». Sul parere del Ministero dei Beni culturali su Pizzo del Prete ieri è intervenuta la minoranza. Esterino Montino, capogruppo Pd: «Pizzo del Prete secondo la Polverini e la sua Giunta dovrebbe risolvere i problemi di immondizia di tutto il Lazio. Peccato che la scelta di questo sito sia risultata idonea solo per Polverini e la sua strettissima cerchia di fedelissimi». Luigi Nieri (Sel): «Ecco l'ennesima bocciatura». Polverini replica: «Il ministero aveva già evidenziato come nell'intera area di Pizzo del Prete insistano alcuni vincoli paesaggistici che non impattano però nella parte, peraltro molto ridotta, individuata per la realizzazione del progetto per l'impianto di trattamento».