Proposta del Comune: riapriamo il Cassero se c'è chi se ne prende cura Stellini: «I percorsi interni e i terrazzi sono restaurati. Spazio a un locale purché si faccia manutenzione» GROSSETO. Servirà un gestore privato, ma adesso un progetto per iniziare a riqualificare le Mura c'è. Il Comune l'ha messo a punto e intende procedere per gradi, iniziando a riaprire le troniere del Cassero. A illustrarcelo è l'assessore Giovanna Stellini, che riunisce cultura, attività produttive e turismo, che ci ha accompagnato a fare un giro sul posto insieme al direttore dell'Apt, Francesco Tapinassi. «Sia chiaro, serve un'idea d'insieme - dice l'assessore - ma non possiamo fare tutto e subito. La prossima settimana andrò a Lucca, per vedere da vicino cosa stanno facendo, ma noi intanto ripartiamo dal Cassero, riaprendo l'accesso dagli Arcieri che, qualche anno fa, era stato chiuso per preservarlo dai vandali. Qui c'è la possibilità di dare gli spazi, che sono grandissimi e già praticamente pronti, in gestione a un soggetto privato che abbia idee per attirare la gente e che, soprattutto, si accolli i controlli e le manutenzioni». In effetti il tunnel "dentro" al Cassero è in ottime condizioni e bellissimo, con grandi stanze, lucernari, scale in cotto e in legno. «Il restauro è stato fatto tempo fa, ma è bastato poco perché i soliti vandali riempissero le mura di stupide scritte e spaccassero le luci. Non ci vorrà molto per rimettere le cose a posto, ma è chiaro che poi questi spazi dovranno essere vissuti. In alto, nelle casette cinquecentesche, c'è già la predisposizione per un bar e gli attacchi per le cucine. Insomma, ci si potrebbe aprire un bar, un ristorante, un'enoteca, un internet café dove i ragazzi potrebbero studiare». E poi ci sono le terrazze. Dal basso non si vedono, ma una guarda il parcheggio degli Arcieri, l'altra, dalla parte opposta, la passerella di piazza Nassirija: «Sono due terrazze molto grandi che, d'accordo con la Soprintendenza, dobbiamo solo mettere in sicurezza per evitare pericoli. Ma potrebbero ospitare tavoli, un aperitivo, una piccola festa: poche città d'Italia possono vantare una struttura di questo genere e di questa bellezza». In alto, poi, ecco i prati attorno alle casette cinquecentesche e all'area per il teatro: «Anche qui abbiamo messo i cancelli per evitare vandalismi ma se l'area sarà "viva", non serviranno più. Nei prati in alto gli spazi sono enormi: qui si può andare dal matrimonio fino all'utilizzo di qualche società sportiva che vuole fare attività all'aperto. Non abbiamo preclusioni». A fianco resta l'area museale, dentro alla fortezza, che manterrà la sua funzione. Dopo il Cassero si penserà al bastione Maiano e alla Cavallerizza. «Per il Maiano abbiamo un incontro in vista con la Soprintendenza: se non va bene il progetto della caffetteria, troveremo qualcosa di analogo e di meno impattante. I soldi in parte già ci sono. Ma è chiaro che anche qui servirà un privato per la gestione». E la Cavallerizza: «Credo che il cinema estivo debba restare un appuntamento fisso e potremmo pensare a qualcosa anche per l'inverno. Qui dobbiamo risolvere un problema, però, i servizi igienici. Ci stiamo lavorando». Nel complesso, quindi, si cerca di riportare la gente sulle mura: «Dalla palestra a cielo aperto, alle convenzioni con gli anziani per il controllo quotidiano, alla collaborazione dei privati per i locali che possiamo dare in gestione. Credo che ci sia la possibilità, anche in un momento così difficile sul piano dei conti, di far tornare i grossetani sulle Mura».