Stasera un flash mob Mostra per valorizzare il patrimonio di memorie PRATO. In principio era una delle chiese più antiche di Prato, quella di San Giovanni Gerosolimitano, piccolo gioiello del romanico toscano del XII secolo, a due passi del Castello dell'Imperatore. Lo scempio si consumò nel secondo dopoguerra e tutti associano il ricordo di quel posto al carburatorista che lì aprì l'officina nel 1969, lasciandola solo due anni fa. Dalle macerie di quell'edificio posto a vincolo dalla Soprintendenza rifiorisce nuova cultura. Sei giovani, pratesi di nascita o d'adozione, stanno restituendo dignità al monumento liberandolo dalle antiche brutture. Ufficialmente da ieri i trentenni (è la media d'età) dell'impresa culturale Fonderia Cultart sono i nuovi inquilini dell'edificio di proprietà di un privato. I pannelli posti all'ingresso che recitano "Investiamo insieme in cultura" colorano di nuovo un ambiente che profuma di storia e di passato. La presentazione ufficiale del progetto, partorito dalla testa di questi sei giovani che si rapportano al fare cultura con un approccio manageriale, è attesa tra qualche settimana con gli enti (Comune, Provincia, Regione e Pin) che hanno manifestato intanto un forte interessamento per l'operazione, (per ora senza finanziamenti). Ma la curiosità intorno al progetto di recupero dell'edificio - perché è di questo che si tratta - si vede già. Ieri pomeriggio era tutto un viavai di passanti attratti da quel luogo in via della Fortezza che racchiude secoli e secoli di storia. A fare gli onori di casa pensano Francesco Fantauzzi, presidente della Fonderia Cultart e la collaboratrice Ottavia Guerriero. Alberto Castellani, il vicepresidente, si destreggia con un martello in mano. «I lavori di ristrutturazione inizieranno a luglio dell'anno prossimo. Intanto - dicono Francesco e Ottavia - abbiamo trasferito qui i nostri uffici e prossimamente realizzeremo dei piccoli eventi compatibilmente con le verifiche di sicurezza del locale». Subito sulla soglia la vista si apre sulle volte a crociera di un locale di quasi 200 metri quadri, tutto da recuperare per le funzioni di contenitore a 360 gradi. E per il piano di recupero presentato alla Soprintendenza Fonderia Cultart si è rivolta a un pool di architetti pratesi, rigorosamente giovani. Ma perché "salvare" proprio l'ex chiesino di San Giovanni, coevo a palazzo Pretorio? Perché non ricavare uno spazio culturale polivalente magari da un ex capannone industriale secondo una tendenza già diffusa? «Intanto per l'ubicazione in centro. Il bene storico ha un valore aggiunto dal quale vogliamo partire per creare relazioni all'interno della città e promuovere innovazione» spiega Fantauzzi. Sarà anche per quel pizzico di ingenuità che fa tutt'uno con l'entusiasmo di questi giovani imprenditori della cultura, che il progetto sta piacendo. In primis all'assessore provinciale Edoardo Nesi. Tutti i cittadini possono contribuire, non solo economicamente, a restituire al patrimonio storico pratese questo piccolo scrigno di memoria. «Il nostro slogan è "Investiamo insieme in cultura" perché vogliamo costruire e condividere il progetto di recupero insieme alla collettività, - anticipa Fantauzzi - Chiunque può dare un contributo d'idee, dal giovane artista all'ingegnere al sociologo, anche semplicemente venendo qui o scrivendoci una mail». E l'indirizzo è, appunto, infofonderiacultart.it.
PRATO - Sei giovani pratesi trasformano S. Giovanni in spazio per la cultura
Stasera si svolge a Prato un flash mob Mostra per valorizzare il patrimonio di memorie della città. Il luogo scelto è l'ex chiesa di San Giovanni Gerosolimitano, un edificio storico del XII secolo. La chiesa era stata abbandonata e trasformata in un'officina di un carburatorista, ma ora è stata restaurata grazie a sei giovani imprenditori della cultura, Fonderia Cultart. I giovani hanno trasferito i loro uffici nell'edificio e intendono realizzare eventi culturali compatibilmente con le verifiche di sicurezza. Il progetto di recupero è stato presentato alla Soprintendenza e ha ricevuto un forte interesse da parte degli enti locali.
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