città. È stato ufficializzato il passaggio del bene monumentale dal demanio alla Sovrintendenza il passaggio della colombaia ieri alla sovrintendenza Con la sottoscrizione di uno specifico verbale di consegna, ieri pomeriggio, si è concretizzato il passaggio della Colombaia tra i beni del Demanio storico artistico della Regione, a conclusione di un iter che, lo scorso 10 agosto, aveva già permesso il trasferimento formale dell'antico castello dallo Stato all'Assessorato regionale Bilancio e finanze. L'effettiva presa in carico dell'immobile, è stata sancita alla Capitaneria di porto, con un documento firmato da due rappresentanti del Demanio regionale Caterina Cannariato e Antonino Diaconia, da Liboria Miceli dello staff Demanio culturale del Dipartimento dei Beni culturali, oltre che dal soprintendente Sebastiano Tusa. Ad eccezione del molo e della diga foranea, che restano allo Stato per le loro funzioni marittime, il sito sarà gestito dalla Soprintendenza che ha già elaborato un primo progetto per la messa in sicurezza. «Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni - afferma Tusa - Speriamo di avviare gli interventi tra gennaio e febbraio salvo contenziosi e altri imprevisti». Per la messa in sicurezza sono stati stanziati 600mila euro, ma «per il recupero saranno necessari 4 milioni di euro non ancora finanziati - avverte il soprintendente - anche se l'assessore Armao assicura che c'è l'intenzione politica di procedere al reperimento dei fondi occorrenti; abbiamo fatto la nostra parte e adesso spetta alla politica darsi da fare». In assenza degli assessori regionali dell'Economia, Gaetano Armao, e dei Beni culturali, Sebastiano Missineo, trattenuti da impegni istituzionali, l'importanza della presa in consegna dell'antica costruzione è stata sottolineata da Caterina Cannariato: «Con il documento appena firmato, la Colombaia torna finalmente al territorio ma si tratta di un inizio, perché devono seguire altri momenti altrettanto significativi, fino alla riqualificazione del sito». «La messa in sicurezza è soltanto un primo passo - evidenzia il vicepresidente dell'Ars, Camillo Oddo - e partiamo dai 600 mila euro che sono in dirittura d'arrivo e devono essere utilizzati per evitare il rischio di crollo che si fa sempre più evidente». Francesco Greco 12102011