Doveva essere un semplice saluto di fine anno. Un'occasione conviviale in cui riunire il «circolo dei leader», scambiarsi gli auguri per il nuovo anno e disegnare il profilo politico dei prossimi mesi. I drammatici eventi nel Sudest asiatico sconvolgono, però, lo spirito dell'incontro trasformando il pranzo organizzato dal padrone di casa Pier Ferdinando Casini in un appuntamento fitto di spunti e di argomenti «lavorativi». Riuniti alla stessa tavola si ritrovano Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Marco Follini e Gianni Letta, oltre naturalmente al massimo inquilino di Montecitorio. Un «parterre de roi» che ascolta le ultime notizie portate dal titolare della Farnesina. E 1'attualità politica, però, a conquistare ben presto l'attenzione dei presenti. C'è il voto sulla finanziaria a fare capolino. Ma anche la possìbile introduzione della scheda unica una modifica che il premier vorrebbe realizzare in contemporanea con la nuova par condicio. «La par condicio è una delle cose che attengono alla legge elettorale -spiega Berlusconi -. Abbiamo sedici mesi di tempo. Non è questione di spot o non spot Credo che debba essere riconosciuta a tutti i partiti la possibilità di comunicare secondo una proporzionalità pari ai consensi che hanno». Non manca un passaggio riservato al voto di ratifica del Trattato costituzionale europeo, fissato alla Camera per il 18 gennaio, "su cui siamo molto ottimisti sulla maggioranza che riusciremo ad avere. Inevitabile un giro d'orizzonte sulla novità politica del momento: la fuoriuscita di Clemente Mastella dalla Gad e la possibilità di appoggiarne la candidatura in Campania. Ma a tenere banco c'è soprattutto il tema caldo della nomina dei nuovi sottosegretari. «Domani incontrerò Ciampi al Quirinale» annuncia Berlusconi alla fine del pranzo, mentre i passanti in piazza Montecitorio lo salutano calorosamente e si mettono in posa con lui per alcune foto. Nel pomeriggio, poi, quando Berlusconi arriva in aula per votare la fiducia sulla finanziaria, il quadro diventa improvvisamente più chiaro, con il premier che fischia virtualmente la chiusura della partita dei sottosegretari. «Siamo alle rifiniture, ma c'è l'accordo su tutto. Domani (oggi per chi legge ndr) alle 18 incontrerò Ciampi, credo si prenderà un giorno per un approfondimento. Quindi probabilmente la nomina ci potrebbe essere nel pomeriggio del 30» al Consiglio dei ministri. "Come criterio ho deciso di tutelare la funzionalità dei ministeri e sono stato attento a chiedere ai singoli ministri quali fossero le loro esigenze». Quanto a Forza Italia "chiede solo di sostituire i tre sottosegretarì che aveva: Sgarbi, Taormina e Costa». E in ogni caso "terremo conto delle esigenze di visibilità dei partiti più piccoli". Indicazioni che salvo sorprese dell'ultima ora dovrebbero tradursi in nove «new entry» (e non in dodici come qualcuno aveva ipotizzato) con la nomina a vicemìnistri degli attuali sottosegretari all'istruzione Stefano Caldoro (Nuovo Psi) e all'Ambiente Francesco Nucara (Pri). Tre posti dovrebbero essere assegnati a Forza Italia Michele Saponara all'interno, Luigi Vitali alla Giustizia e Giovan Battista Caligiani al Beni culturali (ma in corsa ci sono anche Gianfranco Conte e Lucio Malan). Anche la Lega dovrebbe ottenere tre sottosegretari, Stefano Stefani, Giampaolo Gobbo e Roberto Cota. Infine gli altri tre posti andranno uno ciascuno ad An, Udc e Nuovo Psi In corsa per il partito di via della Scrofa Silvano Moffa (il cui nome è stato designato dopo una riunone del «triumvirato"), per i centristi Giuseppe Drago e RaffaeleLombardo, per i socialisti Mauro Del Bue e Nanni Ricevuto. Berlusconi pronuncia poi tre «no» secchi li primo riguarda i presunti abboccamenti con l'Udeur. «Su Mastella so quello che sapete voi o forse meno di voi, perché non ho ritenuto di intervenire nemmneno con una telefonata». Il presidente del Consiglio nega poi le ricostruzioni giornalistiche che in questi giorni lo descrivono "irritato» con il Quirinale. "Non c'è alcuna difficoltà di rapporto. Ciascuno ha il suo ruolo e deve tenere conto di quelli che sono i propri ruoli istituzionali e deve rispondere alla propria coscienza Io non entro in ambiti altrui. Ho stima e rispetto del presidente della Repubblica e se si è comportato così è perché avrà avuto un profondo convincimento nel farlo». Stesse puntualizzazioni anche sul rapporto con il presidente di Confindustria. «Montezemolo l'ho sentito due giorni in per gli auguri e abbiamo convenuto di incontrarci nella seconda metà di gennaio. Io non ho difficoltà di rapporti con nessuno. E quando li ho, normalmente non tengo rapporti».
Il premier: Pronta la lista dei sottosegretari
Il premier italiano Silvio Berlusconi ha incontrato i leader dei partiti politici per discutere la finanziaria e la nomina dei nuovi sottosegretari. Il tema della nomina dei sottosegretari è stato affrontato con un accordo tra i partiti, con la nomina di nove nuovi sottosegretari. La lista include i nomi di Forza Italia, Nuovo Psi, Pri, Lega, Udc e Nuovo Psi. Berlusconi ha anche discusso con i leader dei partiti sulla possibilità di introdurre la scheda unica e sulla ratifica del Trattato costituzionale europeo. Il premier ha anche negato le ricostruzioni giornalistiche che lo descrivono "irritato con il Quirinale".
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo