Marcella Burderi Modica.Ha avuto inizio domenica scorso la sessione autunnale del corso di Storia dell'arte iblea presso l'Ente autonomo Liceo Convitto di Modica, nei locali di Sant'Anna, organizzato dal prof. Giorgio Colombo e condotti dal prof. Paolo Nifosì. «I nostri corsi - afferma Colombo - si caratterizzano per la loro specificità e organicità nel tentativo di creare occasioni di crescita culturale e di arricchimento personale». Il corso s'inserisce all'interno di una pluriennale attività promossa dall'Ente Liceo Convitto riguardante iniziative culturali attinenti all'archeologia, al cinema e alla storia dell'arte. «Il corso è aperto a tutti - afferma Nifosì - negli anni hanno partecipato coloro che hanno mostrato interesse per la storia iblea, la storia della propria città. Hanno partecipato studenti, pensionati, professionisti di vario genere, dagli ingegneri, ai medici, agli avvocati. Hanno partecipato operai, casalinghe docenti. L'età dei partecipanti oscilla dai venti anni agli ottanta». Oggetto di studio della sessione autunnale è l'Ottocento nell'area iblea e nello specifico nella provincia di Ragusa. La lezione di domenica scorsa ha focalizzato sull'edilizia nell'Ottocento. Il XIX secolo è stato caratterizzato dalla continua laicizzazione della società iblea con un ruolo rilevante dell'aristocrazia e della borghesia nella definizione degli spazi urbani. Con il finire del Settecento si va esaurendosi la grande fase edilizia dell'architettura ecclesiastica che aveva visto lo sviluppo di rilevanti progetti durante il Settecento, mentre gli assi viari più importanti delle città iblee vedranno l'allinearsi di palazzi neoclassici e neorinascimentali, contestualmente alla realizzazione di teatri, palazzi comunali, e talvolta mercati. Lo spazio sociale laico integrerà in questo modo lo spazio sacro. Riguardo all'architettura ecclesiastica in parte saranno portati a termine progetti settecenteschi. Durante il corso dell'Ottocento i palazzi contribuiranno a modellare l'immagine delle città secondo moduli prevalentemente neorinascimentali. Intanto per i palazzi comunali si ricordino il Municipio di Ragusa, quello di Comiso, quello di Santa Croce Camerina, quello di Ispica; per i teatri quello di Modica, quello di Vittoria, quello di Comiso e quello di Ragusa. L'altro aspetto dell'Ottocento riguarda le ville che popoleranno il territorio ibleo. Sono prevalentemente dell'Ottocento le ville iblee realizzate sia per la gestione dei fondi agrari sia per la villeggiatura. Ville sobrie ed eleganti insieme, con piccoli giardini di piante esotiche con caratteri stilistici neogotici, neoclassici e neorinascimentali. Il fenomeno è più diffuso nella campagna modicana e lungo gli assi viari che collegano Modica con Ispica e Pozzallo. 12102011