I lavori di realizzazione della variante di Caltagirone, prolungamento della Ss 683 denominata Libertinia avrebbero subito una momentanea battuta d'arresto I lavori di realizzazione della variante di Caltagirone, prolungamento della Ss 683 denominata Libertinia avrebbero subito una momentanea battuta d'arresto. Uno stop forzato e inatteso. Quasi un fulmine a ciel sereno. La Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania, a seguito di una segnalazione avanzata dalla locale sezione di Legambiente, avrebbe già disposto la sospensione dei lavori. Sospensione che, ovviamente, è da intendersi momentanea. Ciò nell'attesa che si compiano le dovute verifiche, per accertare se le opere sinora eseguite stiano producendo eventuali danni al patrimonio archeologico e ambientale. Nel primo caso, per la presenza nel suolo di tombe preistoriche e, nel secondo, per gli interventi di sbancamento dei calanchi, quali fenomeni erosivi naturali in zone argillose; le località interessate sono denominate «Rocca» e «Montagna». E sono proprio queste le motivazioni attraverso cui Legambiente ha fondato le ragioni dell'opposizione. A darne notizia, attraverso un documento, è il responsabile di Salvalarte, circolo Legambiente di Caltagirone, Biagio Pace. Proprio stamani, negli uffici della Soprintendenza di Catania, è previsto lo svolgimento di una conferenza di servizi, alla quale prenderanno parte i responsabili della stessa Soprintendenza, funzionari dell'Anas e della ditta che sta eseguendo i lavori. «Le opere iniziali - esordisce Biagio Pace responsabile di Salvalarte - hanno già determinato uno stravolgimento tipico dei calanchi, oltre l'interruzione della vecchia strada di accesso alla città dalla parte del ponte Borbonico e di una cappella bizantina. I lavori, considerando i tracciati dei piloni e le esigenze del cantiere, stanno incidendo pesantemente in un'area preistorica e diffusa di sepolture». Questi, dunque, alcuni degli elementi dell'atto d'accusa, anche perché Legambiente ritiene quest'opera inutile e dispendiosa. Dagli esiti della conferenza di servizi prevista stamani si dovranno assumere decisioni. Per Legambiente la costruenda opera sarebbe superata. «Trattasi - aggiunge Pace - di un'opera progettata venti anni fa che, oggi, potrebbe ritenersi anche superata, per via dell'attuale esistenza della Sp 180 Via di fuga. Riteniamo, piuttosto, che con le somme che si stanno spendendo, si poteva pensare al raddoppio della Ss 417, Catania-Gela, e non a strade sospese nell'aria». Dal fronte Anas, nonostante i contatti telefonici intercorsi, prima con gli uffici preposti di Roma, e poi di Palermo, non è stato possibile ottenere una risposta, né tecnica, né sulla dichiarata momentanea sospensione dei lavori. Lavori che, sono propedeutici, ai fini della costruzione di un tracciato di circa 9 km, che dovrebbe snodarsi dal bivio Ponte S. Bartolomeo allo svincolo Molona, entrambi in territorio di Caltagirone. L'investimento in corso è di oltre 100 mln di euro; quello complessivo di 143 milioni. L'ipotesi di un prolungato stop dei lavori potrebbe anche produrre gravi danni occupazionali. Determinanti dovrebbero essere gli esiti del vertice di stamani alla Soprintendenza di Catania. GIANFRANCO POLIZZI 12102011