LA CITTÀ E IL TRAFFICO Striscioni sui palazzi contro il progetto "gemello" di Lavater SI RIVOLGONO al sindaco Pisapia: «Come ha fermato, pagando,i lavori per il vicino parcheggio in piazza Lavater, ora aiuti anche noi». I cittadini del comitato di piazzale Bacone si oppongono al progetto di un autosilo profondo sei piani, per 480 posti auto, di fronte alle loro case. Per dire no alla voragine di 21 metri - che dovrebbe aprirsi di fianco al parco in cui giocano i bambini - hanno anche stampato striscioni che hanno appeso sotto alle finestre: «Secondo parcheggio in Bacone? No grazie!». Il riferimento è al fatto che nella zona un posteggio sotterraneo c'è già, da 360 box, nella vicina via Ozanam. E la sua costruzione, durata cinque anni e terminata nel 2007, ha danneggiato gli edifici vicini. «Non vogliamo crepe nelle case - dice Diana Ambanelli, portavoce del comitato - e non vogliamo che per aprire il cantiere siano abbattuti i bellissimi alberi della piazza, fra cui un acero monumentale». Il progetto del parcheggio in piazzale Bacone, previsto dal piano del sindaco Albertini nel 2004, ha avuto una storia travagliata. I residenti hanno fatto ricorso al Tar nel 2006. La giunta Moratti nel 2009 ha annunciato l'inizio dei lavori, mai partiti. Ora l'ultimo inciampo: la sovrintendenza ai Beni architettonici chiede alla cooperativa Milano Centro, titolare dell'appalto, una revisione del progetto. «Le rampe di accesso devono essere spostate, non possono incidere sulla piazza» dice il sovrintendente Alberto Artioli. Piazzale Bacone è vincolato dal 1965, per preservare gli edifici liberty dove abitano buona parte dei cittadini del comitato. Ma il piano, con le opportune modifiche, sembra destinato a compiersi: ci sono contratti firmati e tutti i 480 posti auto sono stati prenotati (a scopo d'uso o, più spesso, d'investimento) con il versamento di acconti, anche se ora alcuni dei cittadini che hanno fatto la prenotazione cercano di tirarsi indietro. La speranza del comitato è che il Comune blocchi il progetto, magari indennizzando l'azienda come avvenuto in Lavater. Due settimane fa Palazzo Marino ha infatti versato 1,2 milioni di euro alla cooperativa Comer (che ne chiedeva 5) in cambio della rinuncia a due parcheggi, entrambi osteggiati dai residenti: uno in via Buonarroti, il secondo appunto in piazzale Lavater. «Pisapia aveva annunciato lo stop dei lavori in Lavater in campagna elettorale, ed era giusto tenere fede alla promessa - dice Ambanelli - il nostro caso è forse meno noto, non ci sono residenti celebri che si spendono per la causa. Ma la situazione è identica: speriamo che l'amministrazione intervenga anche da noi». Il comitato Bacone ha stabilito il proprio quartiere generale alla panetteria Artigiapane, in via Morgagni 40. Lì i cittadini ordinano gli striscioni da appendere alle finestre, che si possono avere anche scrivendo una mail a comitatobaconegmail. com. Un appoggio alla protesta viene dal Comitato spontaneo Abruzzi-Piccinni: «Il progetto di quel parcheggio è criticabile - dice la presidente, Fabiola Minoletti - se poi il cantiere dovesse partire ora, per il quartiere sarebbe un inferno». In viale Abruzzi, infatti, la circolazione è resa difficoltosa dai lavori di costruzione della corsia preferenziale Atm. PER SAPERNE DI PIÙ www.comune.milano.it www.regione.lombardia.it