(I.C.) DAVANTI alle associazioni di categoria, la presidente di Confindustria toscana, Antonella Mansi e i sindacati, il sindaco di San Casciano, Massimiliano Pescini, racconta la storia delle regolari autorizzazioni per permettere alla Laika di costruire lo stabilimento al Ponterotto e lì riunire i 249 dipendenti disseminati adesso in cinque diversi capannoni. Parla dei reperti archeologici che hanno bloccato i lavori e conferma che saranno rimossi, restaurati, e ricollocati in area pubblica. Un progetto a cui, dice, «si oppongono, associazioni ambientaliste, supportate da autorità del settore del mondo universitario male informate». Ma tutti i ricorsi contro il nuovo stabilimento sono stati archiviati dalla magistratura, ricorda Pescini, e l'autorizzazione per rimuovere e valorizzare i reperti viene non solo dalla soprintendenza ma anche dal ministero. «Vogliamo coniugare lo sviluppo economico del territorio e il mantenimento dei circa 1.300 posti di lavoro tra dipendenti e indotto della Laika con il massimo rispetto del paesaggio». Dice il vicepresidente di Confindustria Firenze, Riccardo Spagnoli: «L'investimento di Laika è, in questo momento, un'occasione da non perdere».