BRINDISI - Finisce sotto sigilli il castello svevo di Oria, a un anno esatto dalla riapertura festeggiata dopo tre lunghi anni di restauro. Secondo le indagini condotte dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi, al comando del maggiore Gabriele Sebaste, le opere edilizie realizzate sono abusive, non conformi cioè al progetto presentato prima dell'avvio dei lavori. Sono otto le persone finite nel mirino del pm Antonio Costantini, che ha disposto il sequestro probatorio del maniero, fra cui imprenditori, professionistie pubblici ufficiali,a vario titolo accusati di abusivismo edilizio, abuso d'ufficioe tentata truffa aggravata a danno dello Stato. Gli indagati sono i due proprietari della Borgo ducale srl, Isabella Caliandro e Giuseppe Romanin, l'ex dirigente dell'ufficio tecnico comunale di Oria Pietro Incalza, il direttore dei lavori di restauro Severino Orsan, il dirigente ad interim della soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici Salvatore Buonomo e i funzionari della stessa soprintendenza Antonio Bramato, Giovanna Cacudi e Attilio Maurano. Ai quattro dirigenti si contesta il fatto di aver pronunciato parere positivo ai lavori di restauro eseguiti malgrado la difformità rispetto al progetto originario, i muretti a secco abbattuti, le finestre aperte sulla facciata d'ingresso, e le colate di calcestruzzo armato scoperte dalla finanza. Il parere dei funzionari è parte integrante della richiesta di finanziamento presentata dai Romanin-Caliandro al ministero dei Beni culturali, pari a 3 milioni di euro, ossia il 50 per cento circa del costo sostenuto per il restauro stesso. Da qui l'ipotesi di tentata truffa ai danni dello Stato. L'imponente maniero, costruito fra il 1227 e 1234 per volere dell'imperatore Federico II, è stato acquistato nel 2007 dalla coppia Romanin-Caliandro titolare della Borgo ducale srl, società cui fa capo una serie di ristoranti della zona. Nell'estate del 2007 la coppia rilevò il castello dalla contessa Isabella Martini Carissimo per 7 milioni e 750mila euro. A corredo dell'acquisto scoppiarono le proteste di chi temeva che il castello federiciano si trasformasse in un'immensa sala banchetti, come pare sia accaduto il 3 settembre scorso. La conferma che nel castello era stato celebrato un banchetto nuziale malgrado l'assenza delle autorizzazioni, arrivò dal sito degli stessi sposi, Luigi e Marica di Bari, che invitarono via web amici e parenti ai festeggiamenti nel castello dopo la cerimonia religiosa. Sito che, dopo una specifica interrogazione dell'opposizione nel consiglio comunale di Oria, è stato parzialmente oscurato. I Romanin intanto, respingono tutte le accuse al mittente, pronti a dimostrare di avere eseguito le opere di restauro rispettando il progetto.