Un osservatorio permanente per monitorare la lunga opera di recupero del Castello di Gradisca. E il coinvolgimento, in questo difficile lavoro, degli studenti di Architettura, Ingegneria ed Archeologia degli atenei del Nordest. Queste le principali proposte emerse nel convegno "Gradisca ritrovata" che ha visto alternarsi studiosi, archeologi, speleologi, tecnici e tanta gente comune "al capezzale" del Castello della cittadina isontina, che versa in uno stato di abbandono dal lontano 1984. Oggi finalmente il compendio è beneficiato da un finanziamento dello Stato - attraverso la società Arcus che gestisce i beni culturali in disuso - che ha affidato al Genio Civile e alla Soprintendenza ai Beni architettonici del Fvg il compito di rimettere in sicurezza gli edifici più malridotti dall'incuria e dall'usura del tempo. «La strada è lunga, lunghissima - hanno spiegato gli assessori comunali Giuliani e Bressan - : si parla di due tranche da 900mila euro complessivi, cui potrebbero aggiungersi in futuro altri 600mila. Non dobbiamo creare false illusioni: il progetto finanziato da Arcus e affidato al Genio Civile e alla Soprintendenza è quello di eliminare progressivamente l'incuria e il rischio di crolli negli edifici più degradati. Così facendo - hanno affermato - si andrebbe finalmente ad abbattere quella barriera anche psicologica che ha allontanato i gradiscani dall'area. II primo passo è renderla nuovamente fruibile. Nel frattempo tutti gli enti coinvolti - spiega Giuliani - dovranno essere bravi a dialogare». Da Giangiacomo Martines - direttore generale dei beni culturali e paesaggistici del Fvg - alcune considerazioni: «Le antiche mura venete- ha detto - vanno restaurate a prescindere dal recupero del castello. Quanto al castello stesso, va puntellato per evitare crolli nelle zone più degradate». Per Sveva Macrini del Gruppo Archeologico e Maurizio Tavagnutti del centro ricerche speleo "Seppenhofer", che hanno organizzato la giornata di studi. «L'auspicio è che le istituzioni si prendano carico di portare a Sovrintendenza e Demanio le proposte emerse. Insieme faremo pressioni con il Demanio affínchè continuino gli studi per il recupero, nel frattempo istituiremo una tavola rotonda permanente che almeno una volta l'anno si riunisca per monitorare la situazione. Auspichiamo che il Comune di Gradisca ci stia vicino o si faccia portavoce delle nostre iniziative». Nel corso del convegno sono intervenuti relatori quali Luigi Fozzati della Soprintendenza ai beni archeologici; Silvano Cavazza dell'ateneo di Trieste; Maddalena Pascoletti di Italia Nostra; Ettore Ribaudo di Ambiente Italia; Maurizio Tavagnutti del Seppenhofer; Luca Rinaldi della Soprintendenza ai beni architettonici; Roberta Corbellini dell'Archivio di Stato; i liberi professionisti Claudio Visintini, Alessandra Monorchio e Anna Furioso.
FRIULI VENEZIA GIULIA - Osservatorio permanente sul castello di Gradisca
Un convegno è stato tenuto a Gradisca per discutere del recupero del Castello di Gradisca, che versa in uno stato di abbandono. Il convegno ha visto la partecipazione di studiosi, archeologi, speleologi e tecnici. Il Comune di Gradisca ha ottenuto un finanziamento dello Stato per rimettere in sicurezza gli edifici più malridotti. Il progetto prevede due tranches da 900mila euro, con la possibilità di aggiungere altri 600mila euro in futuro. Il primo passo è rendere nuovamente fruibile l'area. Gli enti coinvolti devono dialogare per portare a termine il progetto.
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