La Guardia di finanza di Brindisi, nucleo di polizia tributaria, ha sottoposto a sequestro preventivo-probatorio d'urgenza il castello di Oria - fatto costruire da Federico II tra il 1225 e il 1233 e acquistato nel 2007 dalla «Borgo Ducale Srl» dai Martini-Carissimo - per diversi presunti abusi edilizi e violazione dei vincoli architettonico-paesaggistici perpetrati durante i recenti lavori di restauro. Il pm Antonio Costantini ha iscritto a vario titolo nel registro degli indagati otto persone: Isabella Caliandro e Giuseppe Romanin, titolari della «Borgo Ducale Sri»: Pietro Incalza, ex dirigente dell'Utc di Oria; Severino Orsan, direttore dei lavori; Salvatore Buonomo, dirigente ad interim della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici; Antonio Bramato, Giovanna Cacudi e Attilio Maurano, funzionari della Soprintendenza. Ai funzionari della Soprintendenza si contesta l'aver dato parere positivo ai lavori di restauro nonostante le difformità rispetto al progetto originario. Al vaglio degli inquirenti c'è anche l'ipotesi di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato per ottenere dal ministero dei Beni culturali un finanziamento pari a tre milioni di euro. Finanziamento mai accordato. Custode giudiziale è stato nominato il sindaco, Cosimo Pomarico. I finanzieri brindisini hanno confermato gran parte delle contestazioni già mosse alla proprietà del maniero dai vigili urbani, da cui era partito l'esposto alla Procura della Repubblica, nel giugno scorso. Dall'attività investigativa è emerso che nell'esecuzione delle opere di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, consolidamento statico e riqualificazione turistico-culturale del manufatto storico, sono stati realizzati lavori (anche sul prospetto principale) in maniera difforme rispetto a quelli regolarmente autorizzati, nonostante tutti i vincoli esistenti, ciò in funzione della successiva variazione della destinazione d'uso della struttura, che avrebbe - nelle intenzioni dei proprietari - dovuto fungere anche da sala ricevimenti. I difensori dei Romanin - Caliandro, gli avvocati Massimo Manfreda e Francesco Silvestre, hanno chiesto l'incidente probatorio per dimostrare la regolarità degli interventi architettonici. Il castello, comprato per circa per 7milioni 750mila euro - dopo il restauro fu presentato in pompa magna alla stampa e riconsegnato alla città. C'erano autorità civili, militari e religiose. E, ovviamente, i funzionari della Soprintendenza, che non lesinarono lodi all'indirizzo dei nuovi proprietari e al modo in cui i lavori erano stati eseguiti.
PUGLIA - Oria, Castello sequestrato Restauro troppo spinto Abusi per trasformarlo in sala ricevimenti Nei guai in 8: proprietari, tecnici, progettisti.
La Guardia di finanza di Brindisi ha sottoposto a sequestro preventivo-probatorio d'urgenza il castello di Oria, costruito da Federico II tra il 1225 e il 1233, per presunti abusi edilizi e violazioni dei vincoli architettonico-paesaggistici. Il pm Antonio Costantini ha iscritto otto persone, tra cui i proprietari del castello, Isabella Caliandro e Giuseppe Romanin, e funzionari della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, per aver dato parere positivo ai lavori di restauro nonostante le difformità.
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