Entra in vigore oggi in Campania la nuova legge urbanistica varata dalla regione con procedure di somma urgenza. Per la prima volta la regione si è dotata di uno strumento normativo di governo del territorio concepito, secondo il presidente della giunta, Antonio Bassolino, in termini riformisti, cioè «mettendo insieme una partecipazione più ampia» nella sua elaborazione insieme al «dovere della decisione». La nuova legge assegna un ruolo fondamentale ai comuni per la programmazione e le scelte urbanistiche, snellendo le procedure di approvazione dei piani territoriali e assegnando alla giunta municipale le competenze sui piani urbanistici esecutivi. In pratica, dopo il via libera in consiglio comunale sui piani regolatori generali, ora definiti come piani urbani comunali, all'amministrazione municipale spettano tutte le scelte sugli strumenti per attuarli. Oltre alle società di trasformazione urbana, poi, sarà possibile attivare società di trasformazione del territorio tra più comuni. La tutela dell'ambiente è una priorità perseguita sia richiedendo che l'elaborazione dei piani urbani municipali sia accompagnata da studi di impatto ambientale sia con il divieto di edificazione in aree agricole di pregio, sia imponendo a quei comuni che non hanno ancora alcuno strumento normativo urbano di predisporlo entro tre anni, altrimenti saranno gli enti provinciali a provvedervi. «In Campania», ha spiegato l'assessore all'urbanistica, Marco Di Lello, «un quinto dei 551 comuni non ha il piano regolatore generale, quattro nessuno strumento, un centinaio solo programmi di fabbricazione. La regione darà loro risorse econo-miche e tecniche per dotarsene. Già nel 2004 abbiamo previsto 1,250 milioni per questo e nel 2005 incrementeremo lo stanziamento». «Non è più possibile tollerare comuni senza strumenti urbanistici. Questa assenza favorisce l'abusivismo edilizio», ha sottolineato Bassolino. L'ente regionale, del resto, istituisce un ufficio vigilanza specifico, con il compito di monitora-re il territorio e notificare ai sindaci violazioni edilizie sulle aree di loro competenza. Bassolino ha anche ricordato che l'impugnazione da parte del governo della legge regionale n. 102004 che ha tentato di bloccare il condono edilizio in Campania non tocca gli articoli di contrasto all'abusivismo, per cui le scelte strategiche della regione in materia si rafforzano nella sinergia tra le due normative.