Minoli: «Disponibili a traslocare alle Ogr» «Se ci fossero le condizioni non avrei preclusioni a trasferire il museo alle Ogr, o da qualche altra parte, purché gli spazi siano adeguati. I costi di gestione del Castello sono troppo elevati»: è quanto ha dichiarato il presidente del museo d'arte contemporanea del Castello di Rivoli Giovanni Minoli, conversando con i giornalisti dopo la presentazione di Arte Povera International e della personale di Ontani. Le due mostre rappresentano il rilancio del museo dopo un lungo cono d'ombra e di polemiche. Ma certo le dichiarazioni di Minoli non rasserenano l'ambiente: traslocare a Torino significherebbe infatti mettere la parola fine a un'esperienza che ha 25 anni di vita ed è diventata un punto di riferimento nel panorama internazionale dell'arte. La mostra di Luigi Ontani «RivoltArteAltrove», curata da Andrea Bellini, si inserisce nel progetto «Le scatole viventi». È una carrellata delle opere più significative dell'artista emiliano, dalle foto acquarellate realizzate in India negli Anni Settanta fino ad alcune opere inedite ispirate a Torino e realizzate proprio per la mostra. Da Torino approderà in Svizzera: «L'abbiamo - dice Bellini - prodotta in tandem con un prestigioso museo di Berna e la sua realizzazione è stata possibile grazie all'intervento di uno sponsor privato, Pernod Ricard: non ha gravato sulle casse del museo». Accanto alla mostra, aperta fino al 20 novembre, ci saranno reading di lettura e performance di critici e intellettuali.
Castello di Rivoli. Per il presidente il museo può trasferirsi a Torino
Il presidente del museo d'arte contemporanea del Castello di Rivoli, Giovanni Minoli, ha dichiarato che il museo è disponibile a trasferirsi alle Ogr, ma solo se gli spazi sono adeguati. I costi di gestione del museo sono troppo elevati. Le mostre "Arte Povera International" e "RivoltArteAltrove" di Luigi Ontani rappresentano il rilancio del museo dopo un lungo cono d'ombra. La mostra di Ontani si inserisce nel progetto "Le scatole viventi" e sarà esposta anche a Torino e in Svizzera. La realizzazione della mostra è stata possibile grazie a uno sponsor privato. La mostra sarà aperta fino al 20 novembre e sarà accompagnata da reading di lettura e performance di critici e intellettuali.
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