Dalle cinque alle dieci di sera di martedì prossimo la biblioteca nazionale di Roma resterà aperta per accogliere l'assemblea pubblica contro i tagli alla cultura, e ai fondi destinati al sistema bibliotecario nazionale. Da quanto si apprende sul blog letterario www.minimaetmoralia.it l'iniziativa straordinaria sarà organizzata dagli intermittenti dello spettacolo che occupano il teatro Valle dal 14 giugno scorso, dagli scrittori e lavoratori dell'editoria Tq (trenta-quarantenni) e dai lavoratori della stessa biblioteca. Il titolo dell'assemblea è «Carta batte forbice» ed è rivolta «a tutti coloro che sono convinti che la cultura possa vincere contro i tagli e che si possa trasformare un deserto in una sorgente». Nell'appello vengono ampiamente citate le tesi esposte da Antonella Agnoli nel libro «Le piazze del sapere» (Laterza). Al primo punto viene esposta la necessità di «coinvolgere e mobilitare i cittadini a sostegno della biblioteca». All'assemblea è stata infatti invitata l'intera cittadinanza, e in particolare i «lavoratori della conoscenza», cioè gli studenti, i ricercatori e gli insegnanti nella scuola e nell'università; i lavoratori autonomi della conoscenza come gli archeologi, i grafici, i traduttori e i bibliotecari e, naturalmente, gli utenti della biblioteca o i semplici lettori, insomma l'intero settore colpito dall'austerity imposta dal 2008 da un governo «rapace, cinico e triste» che ha tagliato 8 miliardi di euro alla scuola, 1,3 all'università, il Fondo unico per lo spettacolo (Fus) poi reintegrato quest'anno con le accise sulla benzina. In attesa della definizione del programma dettagliato dell'assemblea, le reazioni riscosse immediatamente dall'appello si spiegano per la situazione drammatica in cui versano da anni entrambe le biblioteche nazionali, oltre a quella di Roma c'è infatti quella di Firenze. Il finanziamento ricevuto nel 2010 dalla Nazionale di Roma è di 1,5 milioni di euro. Più fortunata quella di Firenze che riceve appena 500 milioni in più. Sono cifre che fanno rabbrividire se vengono paragonate a quelle delle consorelle europee. Dall'appello si apprende che la British Library di Londra riceve l'equivalente di 150 milioni di curo, mentre quella di Parigi può contare addirittura su 200. Già nel 2005 il direttore della Nazionale di Roma Osvaldo Avallone aveva sostenuto che la riduzione dei fondi avrebbe limitato tutti i servizi. In quell'anno la Nazionale di Roma poteva ancora contare su 7,7 milioni. In un lustro i fondi sono stati tagliati di oltre 6 milioni.