E ora c'è l'impegno bipartisan dei parlamentari liguri decisi a chiedere un contributo statale BILANCIO IN ROSSO L'accademia è l'unica in Italia a vivere con fondi locali 1000 i visitatori all'anno con oltre un milione di euro di buco di bilancio. 200mila gli euro dalla Provincia L'ente ha una convenzione triennale con la Ligustica che scade l'anno prossimo ma sarà rinnovata Tra le ipotesi quella di lasciare i quadri agli altri musei La crisi era dichiarata da tempo, ma solo ora tutti se ne accorgono. E solo ora il grido di dolore lanciato da Raimondo Sirotti è arrivato fino a Roma. Per scongiurare l'ipotesi ventilata dal presidente dell'Accademia Ligustica di Belle arti di mettere all'asta i quadri del museo per far quadrare un bilancio in rosso si mobiliteranno infatti i parlamentari liguri con i quali, spiega, l'assessore regionale alla Cultura, Angelo Berlangeri, è in programma un incontro a fine mese. L'obiettivo è di fare "lobby" sul governo per scongiurare la dispersione delle opere nelle collezioni private e per dare un po' di ossigeno all'Accademia. «Ho letto l'articolo sul Secolo XIX e mi ha scioccato - dice Roberto Cassinelli, parlamentare genovese del Pdl - e da parte nostra, come parlamentari liguri di maggioranza, c'è tutta la disponibilità a dare una mano». La priorità è di evitare la vendita delle opere d'arte: «I gioielli di famiglia vanno preservati e bisogna trovare le risorse per tenere in vita un'istituzione storica come l'Accademia. Sono a disposizione della Ligustica e, se si fanno vivi, interverrò direttamente sul ministro alla Cultura Galan, con il quale ho un rapporto di amicizia trentennale». Più pessimista è Gabriella Mondello (Udc): «Eì una battaglia bipartisan e sosterrò l'iniziativa a favore dell'Accademia». «La questione della Ligustica è una delle grandi inadempienze dello Stato che pesano sul Comune - accusa Andrea Ranieri, assessore alla Cultura del Comune - Quando le accademie furono equiparate all'università uscì una legge che diceva che ogni Regione doveva avere un'accademia d'arte. Noi ci siamo impegnati perché la Ligustica fosse equiparata. Non solo non fu concesso, ma le fu anche tolto il contributo statale. Adesso stiamo tentando di ottenere un contributo facendo leva sulla Conferenza delle Regioni e lavoriamo con l'Accademia Alberina, già di Stato, per un progetto di Accademia del Nord Ovest che comprenda la Ligustica». Tuttavia all'orizzonte, nell'immediato futuro, ci sono tagli e ricollocazione delle opere. «La prima cosa è chiudere il museo dell'Accademia - conferma Ranieri - che ha un visitatore al giorno. Quindi fare del museo di Sant'Agostino il "museo di Sant'Agostino e della Ligustica" portando lì le opere importanti fino al '400; mettere quelle del '500 a Palazzo Bianco, il '600 a Palazzo Rosso e 1'800 alla Gam. Non so se basterà e alcuni quadri possono essere ceduti, ma non all'asta: potrebbe intervenire per esempio, la Fondazione Carige». «Stiamo affrontando la questione da qualche mese - dice Angelo Berlangieri - assessore alla Cultura della Regione - e la Ligustica è l'unica accademia in Italia, insieme a quella di Perugia, finanziata dagli enti locali e non dallo Stato. Abbiamo chiesto ai parlamentari liguri di fare pressione perché venga riconosciuta a livello statale e sia ripristinato il contributo. Per quello che riguarda la Regione, nel bilancio di previsione mettiamo la lista delle spese obbligatorie e lì ci sono 125 mila euro per la Ligustica. Inoltre abbiamo iniziato un processo di collaborazione con l'Accademia Albertina di Torino in modo da creare un'economia di lavoro e di spesa. Vendere i quadri? E' una provocazione dettata dalla disperazione». «Noi abbiamo una convenzione triennale che scade il prossimo anno e contribuiamo con 200 mila euro - spiega l'assessore alla Cultura della Provincia di Genova, Annamaria Dagnino - ma questo non basta. Ci vorrebbe un maggior coinvolgimento della Regione, ma la situazione economica è quello che è. Noi, finché la Provincia esisterà, faremo la nostra parte». «L'Accademia negli ultimi decenni è arrivata ad avere un bilancio in pareggio grazie ad un finanziamento dello Stato che però è stato soppresso - spiega Luca Borzani, presidente della Fondazione Palazzo Ducale - e ciò ha messo in moto un indebitamento che ora è difficile da affrontare. Per storia e tradizione la Ligustica è legata alla città, ma ha supplito alla carenza di un'accademia di Stato pesando sulle spalle degli enti locali. Se si è arrivati a questa situazione è stato per una scelta politica. Quando si dice che si fanno tagli che non servono a risparmiare ma mettere in discussione realtà che funzionano, ecco, questo è un esempio».
Genova. Ligustica, lacrime di coccodrillo
Il Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova è in crisi finanziaria. L'ente ha un bilancio in rosso e non ha fondi locali sufficienti per coprire le spese. La Provincia di Genova contribuisce con 200 mila euro all'anno, ma non basta. L'Accademia è l'unica in Italia a vivere con fondi locali e ha un visitatore al giorno. I parlamentari liguri stanno cercando di fare "lobby" sul governo per scongiurare la dispersione delle opere nelle collezioni private e per dare un po' di ossigeno all'Accademia. La priorità è di evitare la vendita delle opere d'arte.
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