Da qualche tempo il sindaco di Torino, Piero Fassino, e l'assessore regionale alla cultura, Michele Coppola, parlano di creare una sorta di superfondazione che accorpi tutto il settore dell'arte contemporanea: il Castello di Rivoli, la Galleria d'Arte Moderna e Altissima. Ma in questo periodo si sta discutendo anche la nomina di un nuovo presidente del Museo del Cinema, dopo le dimissioni di Sandro Casazza. Ora tanto il Castello di Rivoli, con il suo museo d'arte contemporanea, quanto il Museo del Cinema, che governa anche il Torino Film Festival sono due eccellenze torinesi di rilevanza internazionale. Entrambe queste istituzioni, in un momento di vacche magre, avrebbero bisogno di un'iniezione di managerialità. Ossia di avere al vertice qualcuno che sia capace non solo di andare a batter cassa agli enti locali, ma che grazie al suo prestigio personale e ai contatti con sponsor internazionali, sia in grado di reperire dai privati quelle risorse senza le quali le due istituzioni sono destinate a perdere la loro eccellenza. Oggi c'è a spasso, non per sua volontà o incapacità, ma per le leggi dello spoil system, che nel tramonto del berlusconismo si fanno più virulente (è stato sostituito al vertice della Biennale di Venezia da Giulio Malgara pubblicitario di fiducia del premier) Paolo Baratta. Una figura che ha mostrato alla Biennale (sia di Arti Visive che di Cinema) di saper far crescere in condizioni difficili una delle poche istituzioni culturali di rilievo internazionale che abbiamo in Italia. Perché non chiamarlo in Piemonte, con il compito di mantenere l'eccellenza dei nostri musei e dei nostri festival? Una sorta di City manager della cultura condiviso con la Regione (non si offenderà certo la Virginia Tiraboschi, direttore regionale dei Beni Culturali, che per sua stessa ammissione di cultura se ne intende poco). Peraltro Baratta ha già lavorato e bene con Alberto Barbera, avendolo chiamato lui stesso a dirigere la Biennale Cinema. Quanto alle recenti dichiarazioni del Presidente del Castello di Rivoli, Giovanni Minoli, sulla possibilità di trasferire il museo altrove, si commentano da sole. Siamo sicuri di interpretare il pensiero di molti appassionati di arte contemporanea (oltre che ovviamente del sindaco di Rivoli), affermando che forse per risolvere buona parte dei problemi del Castello non è necessario traslocare il museo, basta traslocare Minoli.
Torino. Baratta for president
Il sindaco di Torino, Piero Fassino, e l'assessore regionale alla cultura, Michele Coppola, parlano di creare una sorta di superfondazione per il settore dell'arte contemporanea, che includerebbe il Castello di Rivoli e la Galleria d'Arte Moderna e Altissima. In questo periodo, il Museo del Cinema sta cercando un nuovo presidente dopo le dimissioni di Sandro Casazza. Il Castello di Rivoli e il Museo del Cinema sono due istituzioni torinesi di rilevanza internazionale che hanno bisogno di un'iniezione di managerialità. La figura di Paolo Baratta, direttore della Biennale di Venezia, è stata proposta come possibile candidato per il ruolo di presidente del Museo del Cinema.
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