La protesta dei residenti di San Vittorino: sabato torneremo in piazza Eccoli, gli ambientalisti senza bandiera. Sono giovani e sono anziani. Quasi tutti nati e cresciuti nell'VIII Municipio. Vivono tra Corcolle, Lunghezza, San Vittorino, Castelverde. Ora su quelle strade dissestate che si intrecciano ai bordi del Grande Raccordo Anulare (perché siamo nel Comune di Roma, periferia Est, anche se tanto Roma non sembra più) e che loro percorrono ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro in Centro, sono tornati a protestare. Perché non si fidano più dei politici, «che avevano promesso e non hanno mantenuto». «Noi siamo contro la logica delle discariche, tutte le discariche - spiega il presidente del comitato Giardini di Corcolle Francesco Saltini, 44 anni, operaio - Il fatto che ne stiano per aprire una con una capienza di 100 mila tonnellate a San Vittorino, in un'area protetta da vincoli paesaggistici, non fa che acuire il nostro disappunto. Alemanno - aggiunge - può esprimere tutti i dubbi che vuole, ma resta il problema che in tre anni i politici non hanno trovato un'alternativa a Malagrotta». «Abbiamo già creato - aggiunge il presidente dell'VIII municipio, Massimiliano Lorenzotti - una commissione tecnica per stabilire se il sito è adatto. E ho chiesto di incontrare domani (oggi, ndr) il sindaco Alemanno e il governatore Polverini (che però è a Cracovia, ndr): va trovata una nuova sede come spiegherò anche al sottosegretario ai Beni culturali, Giro: l'area di San Vittorino è tutelata appunto dai Beni culturali». Il fronte della protesta è nato venerdì sera a colpi di sms, subito dopo la firma del prefetto, e già il giorno seguente ha manifestato in via Prenestina Polense, di fronte al discount di Corcolle: si chiede intanto la raccolta differenziata. «I rifiuti in realtà sono una risorsa - afferma Rita Tora, una casalinga di 45 anni residente a Corcolle - Ma una discarica così semina morte e malattie. Ci opporremo in tutte le maniere possibili». «E pensare - ricorda Mario Massimi, 58 anni, impiegato - che prima dell'estate, in Municipio, era stata votata all'unanimità una mozione che bocciava l'ipotesi di qualsiasi discarica sul territorio e che prevedeva di far partire la differenziata in via sperimentale proprio da Corcolle. Invece nulla. Che vergogna: il sindaco il 16 settembre a Castelverde aveva giurato pubblicamente che la discarica non si sarebbe fatta, e il nostro rappresentante territoriale è stato scavalcato in maniera preoccupante». E poi, «quella è una zona protetta - sottolinea Giorgio Masetti, 58 anni, pensionato-. E destinata al ripopolamento di specie animali. Inoltre, affianco alla discarica scorrono due torrenti di montagna di acqua incontaminata. Devasteranno il territorio». Lotteranno duro i cittadini di Roma Est. Sabato, promettono, saranno di nuovo in piazza, accompagnati da qualche personaggio della cultura o dello spettacolo. Proveranno a difenderlo con le unghie e con i denti il loro territorio. «E speriamo di riuscirci - auspica Franco Vettori, 68 anni, residente a San Vittorino, a due chilometri dalla discarica - Di Riano se n'è parlato tanto anche perché c'erano Marrazzo, Baudo e Venditti. Sabato celebreremo il funerale della democrazia. Uccisa ancora una volta con questa decisione».
Roma, San Vittorino. È un'area protetta, la devasteranno
I residenti di San Vittorino, in Roma Est, stanno protestando contro la costruzione di una discarica con una capienza di 100 mila tonnellate. I protestanti sostengono che la discarica sarà dannosa per l'ambiente e per la salute pubblica. Il presidente del comitato Giardini di Corcolle, Francesco Saltini, ha affermato che i politici non hanno trovato un'alternativa a Malagrotta e che l'area di San Vittorino è protetta dai Beni culturali. I protestanti hanno già manifestato in via Prenestina Polense e chiedono la raccolta differenziata. La protesta è stata lanciata dopo la firma del prefetto e si aspettano di tornare in piazza sabato.
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