«Stare uniti per imPedire questo scempio» ALBINIA. No alla cementificazione, sì alla messa in sicurezza dell'Aurelia. Il dibattito sull'autostrada si è riacceso e ha riempito la sala del circolo bocciofilo di Albinia: un successo per l'incontro organizzato dall'associazione culturale Albinia Viva venerdì sera, alla presenza di un centinaio di persone tra cui il principe ambientalista Nicola Caracciolo. Il "pretesto" (o meglio il punto di partenza della serata) è stato il documentario del regista Gianmarco Serra che ha dato l'occasione per riaccendere il dibattito. Il filmato, realizzato nel 2006, ha inquadrato la questione autostrada sintetizzando i punti essenziali e proseguendo, attraverso testimonianze di professori e scienziati, sul concetto di indagine e studio dei metodi di progettazione. È stato questo il punto cruciale sollevato da Serra. Non sono mancati nel video comparazioni con altri paesi europei (vedi la gestione delle infrastrutture in Olanda) e spunti curiosi in cui la presenza di un tipico contadino toscano, che cantava in rima, ha fatto sorridere il pubblico. Fine del tutto, per il regista, non è quello di spronare a una presa di posizione (contraria o favorevole che sia) nei confronti del tracciato, ma di seguire un criterio secondo quello che lo stesso autore definisce "nesso di causalità", in cui all'osservazione scientifica e razionale segue un progetto e non viceversa. Serra non si espone sul merito; semplicemente "accusa" tutta quella classe politica che, nei numerosi dibattiti sempre più accesi, non fa altro che prender parte alla causa della "non conoscenza". «Se mi dicessero che vogliono costruire una pista aerea sopra il tetto di casa mia - congettura per assurdo - ne sarei felice, a patto che quel progetto sia preceduto dai dovuti studi e accertamenti». Nel dibattito ha preso poi la parola il "principe ambientalista" Nicola Caracciolo, da tempo contrario alla cementificazione e che si è unito all'associazione ambientalista Italia Nostra. Caracciolo, ribadendo ancora la sua posizione contraria al tracciato, è tornato a proporre con forza l'alternativa della messa in sicurezza dell' Aurelia. Senza risparmiare qualche colpo. «Sarà difficile ottenere dei risultati, vista la corruzione e la pochezza morale della classe politica italiana - spiega - Dobbiamo stare uniti per impedire questo scempio». A seguirlo invitando alla partecipazione collettiva sono stati Elena Monetti (professoressa che ha dichiarato il suo "no all'autostrada" dal principio), Carlo Vaselli (consigliere delegato alle problematiche di Albinia) e rappresentanti di comitati di località più lontane. Ha partecipato anche un professore di Tarquinia, preoccupato per la partenza, il 17 ottobre, del tratto Civitavecchia-Tarquinia. «Ho paura che possa trasformarsi in un effetto domino», ha detto.