LUCCA. Arriverà la soluzione per i Comics, al momento "sfrattati" da piazza San Michele dalla Sovrintendenza. Ma per averla si può aspettare ancora qualche giorno. Il sindaco Mauro Favilla lo dice con chiarezza: nessun problema se non uscirà un accordo dall'incontro previsto oggi con le Belle arti. C'è sempre l'appuntamento con il sovrintedente Agostino Bureca previsto per giovedì. In tempo utile per far montare le tensostrutture prima dell'inzio della manifestazione, il 28 ottobre. Favilla, come anticipato al Tirreno nell'edizione di ieri, è convinto di riuscire a convincere la Sovrintendenza a lasciare gli stand dei Comics sul sagrato di piazza San Michele «visto che ci sono possibilità di dialogo fra due enti, Comune e Belle arti, che non si stanno certo facendo la guerra». Anzi. L'importante «in casi come questo è non avere fretta. Se la soluzione non arriverà oggi, ci sarà entro la fine della settimana, sempre in tempo per montare le tensostrutture dei Comics. C'è chi ha particolare fretta ma, come ho già fatto presente, si può cominciare dalle altre piazze e lasciare per ultimo il montaggio delle strutture in piazza San Michele». Piazza per la quale il Comune assicura di volere il piano di riqualificazione proprio come la Sovrintendenza che ne ha vietato l'uso, fino alla presentazione di un progetto di restauro, per evitare ulteriori danni alla pavimentazione dell'antico foro. Anche il Fai - il Fondo ambientale italiano - spinge per una tutela maggiore di «S. Michele, la più importante piazza medievale della città, l'unica su cui affacciava un edificio pubblico, con banchi di cambio e botteghe di mercanti di sete, un centro politico e degli affari della città, in cui operavano numerosi notai e si svolgeva il mercato dei grani». La piazza - ricorda il vicepresidente del Fai di Lucca e Massa Carrara, Romolo Ciabatti - ha sempre «rappresentato il principale luogo di aggregazione cittadina, anche per la annessa loggia monumentale. Per la salvaguardia di questa piazza erano stabilite speciali norme restrittive nella legislazione statutaria lucchese, che includeva nella categoria della difesa di luoghi pubblici e immobili di pubblico interesse, assieme alle Mura, proprio piazza S. Michele». Non a caso - prosegue Ciabatti - la storica Isa Belli Barsali «ricorda che "Particolari cure riguardavano la piazza S. Michele in Foro, che era adibita alla doppia funzione civile e religiosa, con la precisa individuazione delle rispettive aree. Nella piazza e nelle immediate vicinanze, era interdetta la presenza di porci, anche se solo a scopo di vendita". Queste citazioni - sottolinea il Fai - consentono da un lato di evidenziare l'importanza storica, sociale e artistica della piazza, dall'altro di rilevare come essa sia stata ritenuta in passato meritevole di speciale tutela». Perciò - conclude Ciabatti - se «gli antichi padri hanno lasciato questa eredità, sta a noi tutti non dissiparla, accettandola con rispetto ed umiltà. Ai nostri giorni la piazza non è messa in pericolo dai poveri suini, ma da altro genere di rischi, sottoponendo in continuazione il sagrato ad utilizzi impropri e ad installazioni invasive. San Michele non è una piazza vuota e non c'è da discutere su come si possa occuparla, comunque e a ogni costo. È un luogo carico di memorie, con la sua identità, da salvaguardare, nella sua integrità».