SAN GIORGIO LA MOLARA - "Il silenzio calato sull'impianto eolico dell'Edison di San Giorgio la Molara è opprimente" tuona il consigliere comunale Luigi Antonio Vella che torna ancora una volta a denunciare uno stato di fatto che indigna, e non poco, la cittadinanza. Si tratta di un impianto che prevede la dismissione di 18 aerogeneratori di piccola taglia della potenza ciascuno di 500 KW e l'installazione, sulla medesima area e su quella circostante (per una superficie pari al triplo di quella originariamente occupata), di un identico numero di aerogeneratori, di taglia grande e della potenza di 3000 KW l'uno. Progetto su cui deve esprimersi ancora il Consiglio di Stato. L'udienza, che doveva decidere se accogliere o meno il ricorso del Comune di San Giorgio la Molara che chiedeva l'annullamento del Decreto della Regione Campania numero 489 del 5-10-2009 che autorizza l'impianto eolico in questione, si sarebbe dovuta tenere lo scorso 15 luglio ma è stata rinviata al 6 dicembre. "Il rinvio denuncia Vella è stato determinato proprio da una precisa, quanto inopportuna, richiesta del Sindaco...", a conferma di ciò allega una nota inoltrata dall'Edison allo studio legale dell'avv. Lorenzo Lentini (avvocato del Comune) e al Comune di San Giorgio la Molara che ha ad oggetto proprio il rinvio dell'udienza al Consiglio di Stato. La nota, datata 16 giugno 2011 riporta: "Egregio avv. Lentini, con riferimento ai colloqui intercorsi il 15 giugno c.a. con l'Amministrazione comunale di San Giorgio (Bn), assentiamo alla richiesta avanzata dal sindaco dott. L. Paragone di domandare il rinvio dell'udienza al Consiglio di Stato per la discussione del merito dell'appello n. r.g. 10972011, fissata per il 15 luglio p.v.". Intanto, i lavori sono iniziati e proseguono. "Le indagini delle Procura della Repubblica di Benevento e di Napoli sulla vicenda continua Vella possono portare a conseguenze imprevedibili e clamorose. La fiducia di noi cittadini nelle istituzioni pubbliche tornerà a valere più della riverenza verso i poteri forti? La rivoluzione finanziaria di cui ha bisogno il Bel Paese è, prima di tutto, lo svolgimento disciplinato dell'attività istituzionale pubblica". Sulla vicenda si invoca chiarezza, legalità e trasparenza, e per approfondire e meglio informare i lettori di quanto sta accadendo, nella speranza che ci siano dei risvolti a tutela dei diritti dei cittadini, di seguito riportiamo per intero l'intervento che il consigliere Luigi Antonio Vella ci ha fatto pervenire in redazione. È titolato "Una vicenda criminosa inarrestabile". Pensieri, parole, opere ed omissioni criminose sono difformi dai valori etici, ma è inarrestabile la vergognosa superbia dell'Edison nel devastante ampliamento dell'impianto eolico di San Giorgio la Molara. Il Comune, noncurante dei propri gravi rilievi di illegalità e rovesciando di fatto la sua posizione, senza che ne siano stati investiti neanche gli organi collegiali, si è accordato con l'Edison per rinviare l'udienza di decisione del 15 luglio 2011, nel giudizio che aveva promosso contro la stessa Società innanzi il Consiglio di Stato. Nella seduta di Consiglio comunale del 3 agosto 2011, il Sindaco ha omesso l'inserimento all'Ordine del giorno dell'interrogazione a risposta verbale inerente la questione, presentata ai sensi dell'articolo 17 dello Statuto comunale, e, su specifica domanda, ha affermato che lo avrebbe fatto solo quando egli sarebbe stato pronto e che non sapeva niente del rinvio, perché "si deve chiedere all'avv. Lentini" (avvocato del Comune). Affermazione difforme dalla verità. Il rinvio dell'udienza è stato determinato proprio da una precisa, quanto inopportuna, richiesta del Sindaco, organo monocratico, non competente in materia di costituzione in giudizio. Sennonché, mentre è stato offuscato il rinvio dell'udienza, è chiaro che i lavori continuano, a tutto vantaggio dell'Edison. Lavori milionari, che sarebbero dovuti iniziare entro un anno da quando (e se) il provvedimento di autorizzazione sarebbe divenuto definitivo. Ancora oggi, in pendenza di giudizio, il provvedimento di autorizzazione non è definitivo. Lavori, che si intendono portare a termine arbitrariamente, prima che l'autorizzazione regionale diventi definitiva. Intanto, ogni giorno che passa mostra le lacune e i danni dell'allegra istruttoria regionale, acquiescente ai voleri della società Edison, dall'emersione di reperti archeologici al danneggiamento e getto di calcestruzzo direttamente in falde acquifere. Ma ciò che più di tutto da un'idea della tracotanza in atto, è la violazione della distanza legale dalle strade pubbliche. Una cabina (foglio 16, particella 79) e ben undici aerogeneratori (contraddistinti con i numeri 4, 5, 8, 11, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20) sono realizzati in violazione della fascia di rispetto e della distanza minima relativa all'altezza dei manufatti. Questa, seppure, in genere, deve essere pari alla metà dell'altezza massima, nel nostro caso deve essere almeno pari all'altezza massima degli aerogeneratori, considerando che si tratta di impianti industriali dinamici, capaci di eventuale gittata. Principio normativo recepito anche nelle Linee Guida. Sennonché, siamo in presenza di un fatto ignobile, quanto eclatante. Gli aerogeneratori contraddistinti con i numeri 4, 5, 8, 11, 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20, sono collocati, rispetto alle strade pubbliche, ad una distanza inferiore al proprio raggio di rotazione e, nella fase di esercizio, le sorvolerebbero, invadendole con una pericolosa servitù aerea. Ben altro, che violazione di distanze legali. Sbalordisce che il Comune, in presenza di getto dei plinti, in violazione finanche delle strade pubbliche, anziché emettere provvedimenti di tutela e repressione degli abusi, ha avuto premura di accordarsi con l'Edison per rinviare l'udienza di decisione innanzi il Consiglio di Stato. Intanto, sulle strade pubbliche investite dal cantiere sono presenti sorveglianti, a cui, seppure sprovvisti di ogni distintivo di identificazione, i passanti devono dar conto. Ma è assurdo, sì o no, che in un paese civile la libertà di circolazione (costituzionalmente garantita) deve essere spiegata? A chi? E la sua violazione, no? La matrice di tutte le illegalità è il procedimento della Regione Campania, che ha seguito un iter istruttorio di "repowering" (che presuppone un intervento di ammodernamento destinato ad occupare la medesima area). La domanda di Edison Energie Speciali Spa, invece, era di ampliamento dell'impianto preesistente ed il provvedimento ottenuto è stato effettivamente di ampliamento (per una superficie pari al triplo di quella originaria), ma senza le procedure e le garanzie previste dalla legge per questo tipo di provvedimento. In tale contesto, si può comprendere che è avvilente l'omissione del Sindaco di inserire all'Ordine del giorno del Consiglio Comunale la pertinente interrogazione, affermando, in via marginale e slealmente, che non ne sa niente. Una magagna vergognosa sviluppata tra inenarrabili connivenze criminose, in violazione del Codice della Strada, della Legge 4785 e D.P.R. n.380 del 6-6-2001, nonché degli articoli 323, 328, 379, 416, 480, 483 e 633 c.p. consigliere comunale avv. Luigi Antonio Vella
Il Sannio Quotidiano
8 Ottobre 2011
Eolico, l'impianto prosegue tra illegalità e danneggiamenti ed il Comune tace
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