Barbara Completato a Barbara il complesso intervento di restauro sui reperti rinvenuti nell'antico "pozzo da butto", situato ai limiti della storica cerchia muraria. Come si ricorderà, dal sito (in realtà si tratterebbe, come ha avuto modo di chiarire lo storico prof. Ettore Baldetti, di una "fossa granaria" successivamente utilizzata appunto come "pozzo da butto") erano riaffiorati negli anni numerosissimi reperti, specialmente in ceramica e vetro: frammenti di piatti, boccali e altri recipienti, spesso decorati, che documentavano il vivere quotidiano degli abitanti di Barbara nei secoli a cavallo fra il medioevo e il rinascimento: oggetti di uso comune che, una volta rovinati o consunti, venivano eliminati gettandoli appunto in questa profonda cavità che li ha, di fatto, conservati per farli giungere sino a noi. Seguiti da alcuni studiosi, ed in particolare dall'esperto di ceramica antica dott. Claudio Paolinelli, oltre che dalla competente Soprintendenza, i lavori di ricerca e di scavo hanno restituito materiale copioso, che l'amministrazione comunale ha deciso di restaurare con un progetto che ha ottenuto il co-finanziamento da parte della Provincia di Ancona. Il restauro è stato quindi affidato a uno specialista del settore, Andrea Piereloni, che ha riportato all'antico splendore la maggior parte dei reperti. Rimane da restaurare solo una modesta quantità di frammenti, e per tutto il resto del ricco materiale recuperato dal sito emerge ora l'aspetto-musealizzazione: "Stiamo pensando - ci dice il sindaco di Barbara Raniero Serrani- a conservare in una o più teche l'assieme di questi oggetti, ed abbiamo anche iniziato una concreta riflessione sugli ambienti in cui esporle al pubblico".