Fano La cultura a Fano non va di pari passo col confronto libero delle idee se in gioco ci sono gli interessi economici. Lo dimostra quanto accaduto al teatro romano a margine del convegno del Centro studi vitruviani. La proprietà dell'area - che fa capo agli imprenditori Ruggero Sperandini Adanti e Vincenzo Eliseo Minardi - ha rifiutato l'assenso per un sopralluogo allo scavo da parte degli studiosi Pierre Gros e Salvatore Settis. Un raro atto di ottusità e arroganza. Aveva chiesto il permesso il vicepresidente della Provincia Davide Rossi. "Innanzitutto va rilevata la scortesia istituzionale - commenta -, poi è vero che l'area è di proprietà privata ma il teatro romano no, per legge è di proprietà pubblica dello Stato. Abbiamo perso un'occasione straordinaria perché avevamo a Fano due tra i più insigni archeologi del mondo, che ci avrebbero indicato la via migliore per valorizzare il teatro romano".
FANO - Ma la proprietà nega il sopralluogo all'antico teatro
Fano La cultura a Fano non va di pari passo col confronto libero delle idee se in gioco ci sono gli interessi economici. Lo dimostra quanto accaduto al teatro romano a margine del convegno del Centro studi vitruviani. La proprietà dell'area - che fa capo agli imprenditori Ruggero Sperandini Adanti e Vincenzo Eliseo Minardi - ha rifiutato l'assenso per un sopralluogo allo scavo da parte degli studiosi Pierre Gros e Salvatore Settis. Un raro atto di ottusità e arroganza. Aveva chiesto il permesso il vicepresidente della Provincia Davide Rossi. "Innanzitutto va rilevata la scortesia istituzionale - commenta -, poi è vero che l'area è di proprietà privata ma il teatro romano no, per legge è di proprietà pubblica dello Stato. Abbiamo perso un'occasione straordinaria perché avevamo a Fano due tra i più insigni archeologi del mondo, che ci avrebbero indicato la via migliore per valorizzare il teatro romano".
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