Una settimana fa, quando il ministro Galan, da Napoli, aveva dichiarato di temere le piogge e di non poter escludere il rischio di altri smottamenti a Pompei, ci si era augurati che i temporali, almeno, potessero arrivare dopo i fondi europei. Adesso che le prime pioggie autunnali sono puntualmente cadute sulle rovine - vecchie e nuove - di Pompei l'obiettivo è fare presto, e bene, a pianificare gli interventi, in vista dell'incontro, tra quindici giorni con il commissario europeo Johannes Hahn: «Per quella data - ha spiegato il sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villari - bisognerà mettere sul tavolo i fatti, in modo da ottenere il via libera dell'Ue per i fondi strutturali e mettere così in sicurezza il sito di Pompei dal punto di vista idrogeologico». Terminare il progetto di interventi per salvare il più grande sito archeologico del mondo che l'Europa si è detta disponibile a finanziare con 100 milioni di euro, ha ribadito Villan, «è la prima cosa da fare, anche per l'imminente arrivo delle piogge». A far paura, dunque, davanti all'antica Conceria appena restituita al pubblico sotto un cielo nero e gonfio d'acqua, è il pericolo di nuovi crolli. Una paura condivisa. «Se non si garantisce la manutenzione ordinaria - ha detto la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro - il pericolo di altri cedimenti c'è. La nostra attività riguarda piccole aree eppure le strutture in sofferenza sono ovunque, le risorse a disposizione non ci permettono di fare di più: servono soldi e personale. Oggi non è ancora disponibile alcuna somma, ci auguriamo di dover aspettare solo qualche altra settimana e non mesi». Per garantire la sicurezza del sito, che ha un solo archeologo e cinque unità, e risolvere i problemi del suo assetto idrogeologico, oltre che soldi, servono anche uomini. Le assunzioni previste a marzo dal decreto Bondi, convertito in legge lo scorso luglio, arriveranno perla fine del mese, ha detto Villan, spiegando che i ritardi sono dovuti a complicazioni burocratiche insorte con la manovra finanziaria: «Vorrei evitare annunci - ha risposto - preferisco lavorare molto e parlare poco. Spero che arrivino a fine mese, così come spero che al più presto si possano assumere nuovi operai». Parole, queste, che non sono piaciute al responsabile dell'Osservatorio Patrimonio Culturale Antonio Mando secondo il quale «aspettare gli eventuali fondi europei permettere in sicurezza idrogeologica l'area archeologica, come ha detto il sottosegretario, ci sembra gravissimo perchè Pompei dispone di somme notevoli che derivano dalla vendita dei biglietti d'ingresso . con le quali i lavori, nelle conosciute aree critiche, sarebbero potuti già partire da molti mesi».
Pompei. Allarme piogge, riparte la caccia ai fondi Ue
Il ministro Galan ha dichiarato di temere le piogge e il rischio di smottamenti a Pompei. Le prime pioggie autunnali sono cadute sul sito archeologico. L'obiettivo è fare presto e bene a pianificare gli interventi per salvare il sito. Il sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villari ha spiegato che bisognerà mettere sul tavolo i fatti per ottenere il via libera dell'UE per i fondi strutturali. Il progetto di interventi per salvare il sito è in corso e serve 100 milioni di euro. La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro ha detto che la manutenzione ordinaria è necessaria per evitare nuovi cedimenti.
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