Monaci e Stellini: pensiamo a un progetto complessivo, ma ci sono i vincoli Si pensa anche all'apertura di uno o due locali ma, per ora, i soldi sono pochi: «Troppi vandali, non è facile tenerle in ordine» GROSSETO. Sarà che al momento i soldi sono pochi ma il progetto per la riqualificazione delle Mura medicee non c'è. O almeno nulla di tangibile, se non alcune lodevoli buone intenzioni. Per parlarne abbiamo incontrato gli assessori Giovanni Stellini e Giuseppe Monaci. Entrambi concordano riguardo l'assoluta necessità di uno scatto di reni, un salto di qualità nella gestione dello storico patrimonio murario: «Occorre avviare - afferma l'assessore Stellini - un progetto culturale complessivo, fatto di attività ludiche, turistiche, didattiche e sportive che faccia rinascere le Mura rendendole nuovamente vivibili per tutti». Parole condivisibili. Ma i fatti? L'assessore spiega che «il piano di riqualificazione potrà avvenire anche a stralci, partiremo da un punto come il Cassero per poi proseguire. Indispensabile sarà l'apporto dei privati che vorranno investire in attività da far nascere sulla cinta muraria. Sino ad oggi - prosegue - i numerosi vincoli della Soprintendenza per i beni architettonici hanno frenato tutto. Sarà fondamentale riuscire ad arrivare ad una sintesi condivisa per avviare e portare a conclusione, in tempi ragionevoli, diverse opere». Il richiamo è a quelle attività, come la oramai famosa caffetteria, rimaste al palo dopo le ripetute bocciature giunte da Siena. Ed infatti l'assessore Monaci ricorda come «il Comune si è mosso rivolgendosi, nuovamente, alla Soprintendenza. Ci rincontreremo a breve. E' nostra intenzione affrontare seriamente la faccenda ed approvare, in una Conferenza di servizi, il programma di lavoro. Magari modificando quello vecchio che prevedeva anche un agrumeto, decisamente poco fattibile». L'assessore Monaci è però convinto che la questione riguardante lo stato delle Mura debba essere affrontata e compresa su più livelli: «quando si discute di un tema così delicato - afferma - dobbiamo fare alcune precisazioni in modo da capire bene il fenomeno: quindici o vent'anni fa a Grosseto non esisteva vandalismo. Un degrado che ha preso piede negli ultimi tempi. A questo si è affiancato il disagio sociale con numerosi senza fissa dimora che hanno iniziato a girovagare per le strade, e per le Mura. Se poi aggiungiamo la maleducazione dilagante di molti proprietari di cani che lasciano fare i bisogni ai propri animali senza raccoglierli ecco che il mix è micidiale. Nonostante tutto questo - incalza Monaci, sventolando diverse foto - desidero evidenziare che a maggio di quest'anno il Comune ha promosso un'opera di sistemazione generale dell'intera cinta muraria sanando la situazione. Due volte a settimana, inoltre, un gruppo di pulizie cura tutto l'arco murario tagliando l'erba, togliendo cartacce e rifiuti vari. Un intervento manutentivo costante. L'Amministrazione non può, inoltre, prendersi cura di tutto. I soldi sono pochi e noi dobbiamo seguire 30 impianti sportivi, la procura, il tribunale, i musei, la biblioteca, la casa di riposo, l'università, e una cinquantina di scuole. Non voglio certo che cada il tetto addosso a qualche alunno». Questione di priorità insomma. Durante la nostra passeggiata di ieri ci siamo imbattuti in una serie di cancellate che impediscono il libero passaggio sul Cassero. Abbiamo chiesto delucidazioni all'assessore Stellini che prima ha smentito l'esistenza d'ogni tipo di sbarramento, poi facendo mente locale ha affermato che la zona è pienamente agibile. Perché dunque vietarne l'accesso? «Purtroppo si sono verificati diversi atti di vandalismo - precisa la Stellini - e parti della struttura sono pericolose. Siamo in attesa dell'intervento di un privato che voglia investire nell'area con una propria attività, aiutandoci a preservarla». Nessuna ipotesi viene dunque scartata nel tentativo di rilancio dell'anello murario. Compresa quella di una chiusura notturna dei Bastioni o l'installazione di telecamere. Un'ultima domanda la riserviamo riguardo gli ascensori: quello fuori uso da un decennio che si trova nei pressi del Cassero e l'altro a forma di cilindro, mai finito di costruire, al Bastione Maiano. Due opere completamente inutili secondo entrambi gli esponenti della giunta comunale, «la struttura del secondo, quella al Maiano, andrebbe limata e trasformata in semplice scalinata». Domanda: l'accesso per i disabili? «Non è fondamentale, non si può avere tutto» chiosa Monaci.