Illustrata dal sottosegretario Villari la conclusione della prima parte dei lavori Duemila anni fa era un florido opificio per la lavorazione delle pelli, accanto alla porta Stabiana, con un ricco proprietario, amante dei pranzi sui triclinii allaperto. Oggi, lantica conceria di Pompei conclude con un finanziamento di 227 mila euro della Soprintendenza ed un contributo privato di 35 mila dallUnic (Unione industria conciaria), la prima fase dei lavori di ristrutturazione iniziati nel 2008. Lavori che proseguiranno anche nei prossimi due anni, con fondi di uguale importo. Ad annunciarlo, nellauditorium della Soprintendenza a piazza Esedra, è stato il sottosegretario ai Beni culturali, Riccardo Villari, la soprintendente Teresa Cinquantaquattro e Gianni Russo, vicepresidente Unic. Il complesso, che si estende per circa 2000 metri quadri, custodisce ancora le 14 vasche originali per il lavaggio delle pelli e un bel triclinio esterno. Pur avendo perso il 95 dellintonaco originale, la conceria restituì uno dei più bei mosaici pompeiani, detto del "Memento mori" raffigurante un teschio con simboli allegorici sulla vanità della vita, oggi al Museo archeologico.
NAPOLI - Scavi, lantica conceria ristrutturata a metà
Illustrata dal sottosegretario Villari la conclusione della prima parte dei lavori Duemila anni fa era un florido opificio per la lavorazione delle pelli, accanto alla porta Stabiana, con un ricco proprietario, amante dei pranzi sui triclinii allaperto. Oggi, lantica conceria di Pompei conclude con un finanziamento di 227 mila euro della Soprintendenza ed un contributo privato di 35 mila dallUnic (Unione industria conciaria), la prima fase dei lavori di ristrutturazione iniziati nel 2008. Lavori che proseguiranno anche nei prossimi due anni, con fondi di uguale importo. Ad annunciarlo, nellauditorium della Soprintendenza a piazza Esedra, è stato il sottosegretario ai Beni culturali, Riccardo Villari, la soprintendente Teresa Cinquantaquattro e Gianni Russo, vicepresidente Unic. Il complesso, che si estende per circa 2000 metri quadri, custodisce ancora le 14 vasche originali per il lavaggio delle pelli e un bel triclinio esterno. Pur avendo perso il 95 dellintonaco originale, la conceria restituì uno dei più bei mosaici pompeiani, detto del "Memento mori" raffigurante un teschio con simboli allegorici sulla vanità della vita, oggi al Museo archeologico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo