E la solita idea, quella di ridisegnare le leggi e le carte, di saldare i guai non ricostruendo ma legittimando le pezze Ciò non significa che tutto è immutabile, non è mai esistito un paesaggio che non muta e soltanto gli sciocchi possono pensare che il cemento sia sempre un male a prescindere, lingenuità di coloro per cui la natura è soltanto un simulacro da guardare e non modificare, o ancora gli stupidi che si barricano dietro a qualsiasi cosa che sappia di velocità ed efficiente pensando di fare una cosa di sinistra. E però è dellarchitettura, che è una musa, sposare il genio alle norme, ai canoni, che non sono mai solo ostacoli, piuttosto la mano che accompagna, il vero gusto per evitare larbitrio che è facile osservare in quei centri storici che sono diventati la nostra vergogna più evidente con quegli infissi e le facciate rabberciate e dai colori affettati o ancora dalle crepe o dal puntello permanente come Agrigento. Altro che Umbria! Il disegno di legge invece prevede di sanare proprio quelle case costruite a centocinquanta metri dalla costa e che i proprietari hanno autodenunciato prima del 1994, una di quelle case di cui è proprietario lo stesso Ruggirello, che durante la sua conferenza stampa avrebbe portato a mo desempio. Non sono quindi le costruzioni intelligenti, la fiumara darte che non si capisce, bensì proprio quelle che sono state la presunzione del piccolo imprenditore arricchito o del commerciante che speculava per permettersi la vanità negli anni dei sacchi e degli occhi che si chiudevano in favore del gaglioffo di turno. Quegli edifici che si compravano e si costruivano sulla carta millimetrata nonostante la consapevolezza dellabuso o con lodore del raggiro che emanavano. Il sogno di una Sicilia arricchita che si mangiava il mare voltandogli le spalle. Ed è sempre esistita quella speculazione edilizia di Calvino, che è quasi sentimento, sempre attuale, che prendeva pure linsospettabile intellettuale di sinistra che non resisteva allidea dinfrangere la legge nel paese in cui tutti la infrangevano e accelerare così le pratiche. Come dire, è un modo per cementare quel rapporto tra politica e impresa, le mani sulla città che poi sono le mani sul cuore e sulle macerie. Insomma, non si parla di quelle case che anche in Sicilia sono state le coree dei poveracci di Vittorio de Sica nel Miracolo a Milano, basta adesso andare nelle periferie di Catania dove i rom si accoltellano tra roulotte e case sventrate, o a Palermo, Messina dove ancora ci sono le bicocche del sisma e riecheggiano le promesse di una casa, per accorgersi che non si sana lindigenza dello sfollato, ma del maramaldo. E quindi il disegno dei facinorosi, tanto che offendono se stessi, che nelloscurità delle carte e delle commissioni hanno fatto questo golpe alle misure, gli stessi che hanno visto imbruttire i loro luoghi e quindi gli uomini, perché è anche vera quella litania raccontata da Vittorini, che le città del mondo sono sempre più brutte se hanno edifici che tolgono la vista e tarpano i pensieri. Gli edifici che limitano le partenze e la vista, sono un ostacolo fisico, ma anche mentale e si chiude di più una costa oggi con quegli edifici illeciti, che un villaggio ieri, nonostante le case piccole ed uguali: scatole di cartone dalle quali si poteva sanare non il freddo, ma linsoddisfazione. Se non bastasse cè pure, nel disegno di Ruggirello, la presunzione di fare bene al punto da chiedere listituzione di unagenzia per la tutela e valorizzazione delle coste e non si capisce se debba essere unagenzia dove per tutela sintenda il sigillo dellabuso, la tutela che già appartiene alle sopraintendenze, quella babelica e innumerevole orda di uffici che si ribattono la competenza, come ricordava Settis e che si è cercato di soverchiare con le nefandezze del piano casa, il silenzio assenso che dopo sessanta giorni, autorizzava laumento della cubatura. Non serve quindi nemmeno avvertire, come hanno già fatto alcuni e come ha già fatto lo stesso Lombardo disconoscendola, che la proposta deve ancora passare unaltra commissione, quella bilancio prima di essere legge. Non è un vizio di forma, o soltanto il tentativo di un deputato che preferisce sanare che perseguire le brutture, rendere più difficili i torti. E la solita idea, quella di ridisegnare le leggi e le carte, di saldare i guai non ricostruendo ma legittimando le pezze. Pensano di tutelare il paesaggio, ma sanno di tutelare la memoria. La memoria degli abusi.