SICILIA - P. Armerina. «La chiusura è necessaria» L'arch. Meli risponde ai commercianti della Villa romana ed elenca gli interventi Piazza Armerina. «Si tratta di un cantiere complesso con ben 3.500 metri quadrati di opere d'arte» così esordisce l'architetto Guido Meli, dal settembre 2010, direttore del Parco archeologico della Villa romana del Casale, e già dal 2007 direttore dei lavori di restauro e di rifacimento della strutture di copertura dell'intera area archeologica. Il direttore Meli ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito alla prossima chiusura che interesserà il sito archeologico dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'Umanità, e che ha sollevato qualche giorno addietro, preoccupazione tra i negozianti dell'attigua area commerciale e dell'intero indotto turistico che ruota attorno alla Villa, per le perdite economiche che la chiusura comporta. «Comprendo che la crisi economica vissuta a livello globale - dice Meli - crei delle difficoltà anche al settore commerciale che ruota attorno al Parco archeologico. Ma ci sono delle ragioni altamente tecniche che hanno motivato le necessarie chiusure, l'organizzazione logistica e attuativa le ha rese indispensabili, pur cercando di adottare soluzioni di "buon vicinato" con i commercianti». «Quattro anni fa - spiega il direttore Meli - la scelta di mediazione di non chiudere definitivamente, per tutto l'arco del periodo di esecuzione dei lavori, ha determinato un rallentamento degli stessi, che, preciso, richiedono operazioni altamente complesse con l'adattamento di strutture sperimentali ed innovative. Non si sta realizzando una nuova costruzione in un'area libera, ma interveniamo su opere d'arte che richiedono dei lavori certosini. Eppure, nonostante le difficoltà tecnicamente e quotidianamente affrontate per ridare al sito la giusta dignità che merita, finora le chiusure necessarie sono sempre avvenute solo per brevi periodi e nei mesi in cui i dati statistici registrano un minore flusso turistico, mantenendo aperto l'ingresso nei periodi di maggiore affluenza». L'architetto Meli chiarisce poi il perché di questa nuova chiusura: «Anche questa volta la chiusura sarà contingentata a tempi stretti. Ci sono delle operazioni incompatibili con la possibilità che le visite continuino, le norme di sicurezza, infatti, devono essere rispettate, per l'incolumità dei visitatori, che di certo non possono transitare, ad esempio, sotto i mezzi in movimento, come la gru collocata nella parte centrale del cantiere». «Stiamo lavorando - continua Meli - a un programma di cantiere, siamo in dirittura d'arrivo, non si possono concludere i lavori senza una pulizia straordinaria e un controllo minuzioso di ogni singola parte, contiamo entro la prossima primavera di affrontare anche questa ultima fase. La macchina del protocollo ufficiale è in movimento per organizzare la visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non sappiamo ancora con esattezza in quale data visiterà la Villa». Infine Meli ci parla delle idee che si potranno sviluppare per un nuovo target turistico: «La Villa rappresenta per la sua storia un luogo di mediazione culturale tra i popoli, ben sintetizzata nei marmi della Basilica laica che provengono da 40 posti differenti. Sono tante le idee innovative che avranno una ricaduta positiva sulla economia dell'area commerciale e di tutto l'indotto turistico, come il lancio della Biennale d'arte dei Paesi del Mediterraneo, con tanti giovani artisti che darebbero vita alla strada della multiculturalità, e ancora la riapertura del palazzo Trigona che penso come "La porta del Parco" da cui far partire le visite guidate, con un storia raccontata che pian piano consente di immergersi nella realtà in cui è situata la Villa giungendo al culmine proprio con la sua visita». Marta Furnari 07102011
SICILIA - P. Armerina. La chiusura è necessaria
L'architetto Guido Meli, direttore del Parco archeologico della Villa romana del Casale, ha spiegato le ragioni della chiusura del sito archeologico per motivi tecnici e di sicurezza. La chiusura sarà contingentata a tempi stretti e sarà necessaria per completare i lavori di restauro e di rifacimento delle strutture di copertura. Meli ha anche menzionato la possibilità di un nuovo target turistico, come la Biennale d'arte dei Paesi del Mediterraneo e la riapertura del palazzo Trigona. La chiusura del sito archeologico non è stata decisa per motivi economici, ma per garantire la sicurezza dei visitatori e per completare i lavori di restauro.
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